Come studiare il verbo in greco

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Studiare il verbo in greco: un’operazione non sempre semplice

 

Alla prese con l’esercizio della traduzione capiamo bene l’importanza che il verbo assume nella frase in qualità di bussola per l’orientamento logico.
Il verbo in greco rivela la caratteristica tutta indoeuropea di esprimere principalmente l’aspetto e la qualità dell’azione nel suo compiersi. A questo aggiunge una innovazione importantissima, da cui il verbo inizia totalmente a dipendere: la nozione di tempo. Ma andiamo per gradi.

 

Se in principio era il verbo in greco in origine tutti i verbi uscivano in -μι nella prima persona singolare del presente indicativo.
Derivandone forse una cattiva indicizzazione, moltissimi verbi modificarono l’uscita in -ω. Ecco perché anche in greco non abbiamo una sola coniugazione, ma ci dobbiamo accontentare di due coniugazioni:

 

– la coniugazione dei verbi in- ω, o coniugazione tematica, o prima coniugazione

 

– la coniugazione del verbi in – μι, o coniugazione atematica, o seconda coniugazione.

 

Partiremo proprio da verbi un -μι, più frequenti. Questi verbi inseriscono una vocale tematica con caratteristiche apofoniche. ApofochE????? APOFONICHE, si tratta semplicemente della -ο- davanti a desinenza che incomincia per – μ – e – ν – ed – ε – davanti a desinenza che inizia per – τ  – e – σ -).

Anche in greco il verbo presenta tre persone, stavolta disposte per ben tre numeri: la prima, la seconda e la terza si legano infatti al singolare, al plurale e… al duale! Ricordi le due mani lavano le due mani?
Stesso discorso per le diatesi del verbo: anche in questo caso sono tre, divise tra attivo (λεγω) medio (λεγομαι) e passivo (λεγομαι). Alle già praticate forma attiva e passiva si aggiunge il medio, che esprime un’azione che il soggetto compie per sé – non solo riflessivo ma anche altro.

 

Il verbo in greco : tempi e modi

 

Una cosa molto importante della coniugazione del verbo in greco è che procede per tempi, non per modi. Se nel riferire delle generalità del verbo solitamente ricaviamo il tempo dal modo, stavolta è proprio il tempo a indicare il modo: ecco perché li studieremo nell’ordine che segue – presente, imperfetto, futuro semplice e futuro perfetto, aoristo, perfetto e piuccheperfetto.

Quattro invece sono proprio i modi: l’indicativo, il congiuntivo, l’imperativo e l’ottativo – anch’esso nuova conoscenza impegnata ad esprimere desiderio realizzabile, possibilità nel presente.

Chiudono tre forme verbali nominali quali l’infinito, il participio e l’aggettivo verbale.

Abbiamo definito le generalità del verbo in greco. Fa sorridere la parola generalità, eppure dobbiamo comportarci di fronte ad ogni voce verbale come un agente che voglia sapere delle generalità per definire le concordanze attive nella frase. In altre parole, dobbiamo chiedere alla voce verbale i documenti, stabilire tempo, modo, forma, persona e da lì iniziare a mettere insieme i pezzi del puzzle.

Nel caso del latino abbiamo definito l’importanza del paradigma in funzione della ricerca del verbo, come si comporta il greco? (anticipazione de la scheda il paradigma in greco che anticipa l’articolo sui paradigmi dei verbi).

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