Consigli per affrontare l’esame di maturità 2020

Ci vuole una certa forma per sostenere uno sforzo fisico così come per sostenere un buon esame di maturità: entrambi gli appuntamenti vanno preparati con giusto raziocinio, buona dose di lucidità e capacità di riprendersi dai possibili inciampi.

Sarebbe inutile scrivere un decalogo per l’esame perfetto, piuttosto proviamo in questa scheda a considerare bene la prova che ti divide dal conseguimento di un risultato che sintetizza la tua carriera scolastica, il celebratissimo esame di maturità. Anche su questo proviamo a prendere posizione, ricordandoti che una valutazione numerica non segna il tuo valore né il tuo futuro; con i suoi metodi rigorosamente valutativi la scuola può allontanarsi dal principio didattico che educa la sua azione, l’affinamento proposto non sempre si adegua alle vostre intelligenze multiple e su questo la scuola italiana ha ancora molto da imparare, soprattutto da voi che non smettete di insegnare soluzioni a chi vede problemi insormontabili.  

L’esame di maturità funziona ancora come rito di passaggio, almeno alla conquista della possibilità di scelta sul proprio futuro per chi può addirittura permetterselo: il diritto allo studio è stato storicamente conquistato, non dimentichiamolo mai.  

Ebbene, come provare a non lasciarsi influenzare da tutti questi accidenti legati all’esame di maturità?  

Proviamo di seguito a fornire qualche indicazione così da intervenire metodologicamente sul tuo studio 

 

Una buona presentazione 

L’esame 2020 è caratterizzato da molta inquietudine, ambo le parti: studenti e docenti sono stati messi alla prova da intensi mesi di sperimentazione digitale portata avanti attraverso la didattica a distanza al punto che lo stesso esame di stato vede nuove regole per chi affronterà la notte prima degli esami tra il 16 e il 17 giugno prossimo venturi.  

Questo nuovo esame di maturità assegna grande penso all’orale facendo fuori gli scritti, punto nevralgico dello stress degli studenti alle prove con prima, seconda e terza prova: questo stress è trasferito ora verso l’unica prova ancora disponibile, l’orale.

Puntare a un buon orale deve prima raccordarsi alla vostra voglia di mostrarvi lucidi soprattutto in questo momento, semmai togliendovi pure qualche sassolino dalla scarpa, di quelli che continuerebbero a far male pure dopo la scuola. Certo, la ripartenza alla vita all’aperto viene quasi a coincidere con questo momento decisivo: sempre in sicurezza, prova anche a concederti attività fino a questo momento impossibili, anche rivedere i propri amici può aiutare a guadagnare uno stato emotivo adeguato in funzione di cosa ti attende.  

Una buona presentazione, dicevamo, di quelle possibilmente interdisciplinari che riflettano il vostro orientamento nel percorso scolastico, con particolare riferimento ai contenuti di quest’ultimo anno scolastico. Ebbene, non mettetevi subito alla ricerca della tesi supermegaintradisciplinare da scopiazzare in rete, provate a mettervi davvero in gioco, non regalate all’anonimato il vostro esame di maturità ma misuratevi con la posta in gioco richiesta: trovare un minimo comune multiplo tra quello che vi piace e le cose che avete studiato: dallo sport allo spettacolo, passando per donne e uomini che da soli possono essere assunti a modelli da cui poi far dipendere la propria presentazione; in tema di collegamenti dunque, non pensate immediatamente agli autori, arrivateci passando proprio per le tematiche, quelle che poi davvero restano, dalla posizione della donna alla coscienza di stato. Fate ricorso agli strumenti che ritenete più idonei, dal power-point al montaggio di un video, perché no, un nuovo sito internet nel quale archiviare tutte le fonti che avete usato per questo percorso.  

Vi lasciamo di seguito un breve schema per indicizzare i vostri contenuti nella presentazione che andrete a proporci, qualora abbiate voglia di un confronto: 

 

  1. Se hai un’idea diversa sulla tua presentazione, segui la tua idea.
  2. Prepara una slide per ogni argomento che hai preparato. 
  3. Individua uno-due punti fondamentali e spiega quelli. Comincia la tua presentazione col risultato più importante. Non c’è bisogno che fai vedere che hai lavorato tanto, è inutile, e se non è vero è anche controproducente.
  4. Non prepararti il discorso a memoria. Spiega cosa hai preparato come faresti ai tuoi genitori.
  5. La presentazione serve soprattutto a te per ricordarti quello che devi dire.
  6. Una buona slide deve contenere poche parole chiave, scritte chiaramente. Dieci parole sono già troppe in una slide, mettine di più solo se veramente necessario. Interi discorsi scritti sulle slide sono una pessima idea; le figure sono sempre meglio. 
  7. Scrivi grande e chiaro.
  8. Non temere, anzi incoraggia le domande e la discussione. Sono segno di stima e che l’argomento è piaciuto. Se ti fanno una domanda che non c’entra niente, rispondi lo stesso. In caso ti facciano una domanda alla quale non sai la risposta, dì che non sai la risposta.
  9. Se la commissione ti chiede di concludere, non dire le slide che ti mancano più velocemente: vai alle conclusioni. 
  10. Scegli autonomamente lo stile della presentazione (i colori, i font, il format, il vestito). Ciò che è pacchiano per alcuni è sobrio per altri. Nel dubbio, scegli lo stile più semplice

 

Alla fine siamo caduti anche noi nella trappola del decalogo, però non dategli troppa fiducia se non vi ispira come modello. Continuiamo ora, materia per materia, alla ricerca della forma giusta.  

 

Lo studio che vi consigliamo non prevede chirurgiche iniezioni di autore su autore, riassunti su riassunti, tutti da memorizzare così da far confusione più in fretta: spesso chi arriva in fondo impreparato preferisce studiare su materiali non propri, si affida alla ricerca dell’ultimo secondo per ribaltare le cattive abitudini di intere settimane. Siamo pronti a dichiarare che questo metodo possa risultare inefficace, che lo studio se personalizzato può diventare davvero qualcosa di legato allo studente, quasi un marchio e proprio per questo motivo ti consigliamo di articolare la tua preparazione tra tutte le materia, giorno per giorno, poco alla volta. 

 

Greco e Latino all’esame di maturità

Mens sana in corpore sana, proprio a ribadire il grado di esercizio che sta dietro una buona forma, in altre parole non si può arrivare impreparati a un esame allo stesso modo che un atleta ai nastri di partenza per la gara non proprio della vita, almeno le qualificazioni, ecco. Il programma di latino, il programma di greco, ultimo anno, per intero, come procedere?  

Prima di tutto, rivolgiti al programma realizzato, confrontati con i docenti sui materiali considerati e segnalati: affidarsi alla rete può mostrarsi svantaggioso perché a scuola con noi chi ha scritto quei contenuti proprio non c’era e non sa che la prof. X (che quest’anno è pure in commissione) si entusiasma proprio quando sente parlare di questo autore più che di questo altro qui. Appunto, non lasciare senza nome gli autori studiati ma impara a conoscerli, di nuovo e per la prima volta autonomo, prova dunque a realizzare una mappa del tempo, posiziona quegli autori e renditi conto graficamente delle cose che dici per poi organizzare il materiale proprio come in una enciclopedia, con delle vere e proprie voci, da posizionare l’una dietro l’altra nell’ordine che ti sembra il più adeguato a patto di rispettare questo modello che prevede: 

  • vita, con l’ultimo paragrafo dedicato alla fortuna dell’autore considerato; 
  • opere, titolo e 5 righe almeno per ogni opera considerata, anche facendo riferimento a testi studiati durante l’anno scolastico 

Lavora il più possibile graficamente, magari anche usando carta e penna e preferendoli agli schermi per due motivazioni, diverse ma integrate: personalizzare al massimo lo studio prodotto (niente è più personale di quanto autografato); può aiutarci a staccare un po’ dall’ansia di chi è sempre connesso: stare sempre connessi è un po’ troppa ansia. Se hai voglia, puoi riorganizzare quanto prodotto in powerpoint essenziali, così da memorizzare ancora meglio tutti i passaggi ma non puoi fermarti ad essi, sono una traccia e tu sei il nastro!  

Non ci spingiamo oltre, sappiamo possa risultare complicato armonizzare tutto il programma con il pur sempre poco tempo che si gioca all’orale dell’esame di maturità: non lasciarti scoraggiare dalla mole di cose da imparare, anche perché il vero problema dell’esame non riposa nella singola materia ma proprio nel confronto con tutte, allo stesso momento. In verità ti diciamo che lo fai da sempre, ogni giorno a scuola, tante diverse materie, non solo la scuola, la famiglia, gli amici, gli amori. Insomma, l’esame di maturità si ricorda su tutto ma viene dopo anni di allenamento allo studio di tutte le materie, insieme. 

 

 

Esame di stato e traduzione

Il covid19 ha liberato molti studenti dall’incubo della traduzione: in effetti non ci sentiamo di biasimarli troppo se è vero che oltre il 70% degli studenti confessa di non concludere una versione, che molti gettano la spugna prima di iniziare. Magari sarebbe il caso di ripensare non proprio la traduzione, semmai il suo esercizio, ed è quello che proviamo a fare nelle nostre diverse schede.

Bando alle ciance, torniamo all’esame di maturità, quest’anno il toto autore lascia il posto a ben altri interrogativi, ma la traduzione per gli studenti del liceo classico resta una prova quanto meno attesa tra le domande a disposizione del docente esaminatore, quest’anno proprio nuovamente lui o lei, allora dobbiamo stare in campana: conviene insomma dedicarsi a quei testi rubricati come classico nella maggior parte dei casi, passi antologici da autori studiati cui si riferisce l’altra parte dello studio cui abbiamo precedentemente fatto appello, quello da disciplinare da un metodo possibilmente giornaliero e continuato, intervallato semmai da sprazzi di rilettura del classico.

Ora, siamo dalla vostra parte, sappiamo che proprio tutto tutto non si riesce a ricordare, ad esempio senza la mia agenda sarei perso: proprio per questo non perdetevi d’animo se quella parola, quella frase, quella espressione proprio non la ricordate, fatevi forza e ragionate che la risposta si trova da quelle parti, dovete solo fare una strada diversa, dove la memoria inganna il ragionamento guida: costruite nuovamente la frase, assegnate i valori giusti a quel brandello di testo di fronte a voi e, se proprio non ve la ricordate, sempre vostro è il regno dei maturi, vi aspettano ai quadri di una esposizione, quelli del voto finale che, per loro natura, vanno messi alle spalle come una parentesi, veloce e inafferrabile, prima che tutto inizia a diventare sempre più greve, speriamo non grave. 

 

 

Le materie umanistiche 

In casa grecoelatino.it simpatizziamo anche per le altre materie umanistiche non meno per le altre che completano la formazione di uno studente ancora pronto ad imparare. Ecco perché, in conclusione a questa scheda magari più corposa, ti chiediamo di non sottovalutare nessuna materia ma di affrontare ognuna col giusto grado di impegno che riesci a soddisfare, non fare a chi figli e chi figliastri, diremmo a Napoli, ma prova ad avere una preparazione il più completa possibile su tutte loro, così da dare modo al tuo uditorio di saggiare uno studio complessivo, non già settorializzato come sarà d’ora in poi.

Per questo motivo ti consigliamo di procedere allo stesso modo: attieniti al programma svolto, non ad internet; organizza una mappa del tempo (e stavolta anche dei luoghi) così da poter piazzare tutta questa gente al posto giusto, nello spazio e nelle date (nessuno ti chiederà mai una data precisa, se succede, non farci troppo caso, eppure sapersi orientare è decisivo per saggiare il grado di preparazione complessivo, insomma: non pensare che questo suggerimento sia del tutto balzano; realizza schede sintetiche delle opere, del pensiero. Se hai tempo, riporta tutto questo schematicamente su un power point. 

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16 Giugno 2020

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