Consigli per l’interrogazione orale

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Interrogazione orale di latino e greco: i consigli di un insegnante in pensione

 

Cari ragazzi, cari alunni

durante la mia carriera di insegnante ho potuto constatare che l’interrogazione orale, l’interrogazione alla cattedra è molto spesso causa di ansie e paure per quasi tutti gli alunni. In effetti l’interrogazione è la prova, la verifica delle vostre conoscenze. Un insegnante “verifica” se avete studiato, se avete tradotto la versione, se avete assimilato bene le regole della grammatica.

Ogni docente ha un metodo differente: chi fa tradurre la versione con o senza il quaderno, chi presta molta attenzione alla costruzione, chi alle regole grammaticali etc etc. Insomma è difficile fare un discorso assoluto sulla tipologia dell’interrogazione, in quanto dipende fortemente dall’impostazione dell’insegnante.

Cercherò invece di darvi dei consigli utili sull’atteggiamento da avere non appena siete arrivati alla cattedra e state per essere… giudicati! Infatti noi insegnanti abbiamo il compito molto difficile di giudicarvi, di capire se avete studiato bene, con costanza impegnandoci a essere sempre imparziali e giusti nel mettere il voto a fine interrogazione.

Consigli per l’interrogazione orale

Primo consiglio : gestire l’autocontrollo. Mostrarsi agitati, con gli occhi bassi e con un tono di voce troppo basso sono elementi che potrebbero essere interpretati come insicurezza, poca conoscenza della materia, nervosismo per la coscienza “sporca”. Ho avuto molti alunni che ai compiti in classe di latino e greco riuscivano ad avere la sufficienza o anche di più, mentre quando li interrogavo difficilmente la loro preparazione era sufficiente, sebbene fossero alunni studiosi.
Il carattere ricopre un ruolo importante: l’insicurezza può farvi rendere molto di meno durante un’interrogazione.

 

Secondo consiglio è per gli alunni ansiosi, insicuri, troppo emotivi. Ripetete gli argomenti SEMPRE a voce alta e non limitatevi a una singola esposizione. Ripetere gli argomenti più volte può tranquillizzarvi, facendovi sentire più preparati. Se ad esempio state imparando la lingua greca, non c’è esercizio migliore di leggere sempre a voce alta la versione di greco che vi apprestate a tradurre… anche più volte. Poi se vostro padre o vostra madre sono a casa, chiedete il piacere di ascoltarvi. Non importa se non conoscono le materie, l’importante è per voi avere un pubblico che vi ascolta e che sarà in grado di percepire se siete preparati oppure se dovete approfondire ancora l’argomento.

 

Terzo consiglio : l’atteggiamento del corpo. Noi insegnanti possiamo essere condizionati (positivamente) se l’alunno che stiamo esaminando si mostra sicuro parlando normalmente e sentendosi a suo agio. Attenzione: l’insegnante si indispettisce se l’alunno però si mostra troppo spavaldo e un atteggiamento vincente (sicurezza e padronanza) si trasforma subito in un elemento che non attirerà la “simpatia” del docente. Come sempre ci vuole un buon equilibrio, ma cercate di mostrare consapevolezza della materia studiata, avendo un atteggiamento del corpo spontaneo. Comunicherete all’insegnante ottime sensazioni.

Quarto consiglio : non siate troppo istintivi. Riflettete bene prima di rispondere alla domanda di un’insegnante. La parole vanno sempre dosate, soprattutto se l’argomento della domanda non è stato approfondito a dovere. Meglio una parola in meno, che una parola in più.

Ultimo consiglio

L’ultimo consiglio è di non fare i furbi. Un insegnante bravo capisce subito se un alunno mente, se inventa scuse poco plausibili, se dice di non aver studiato per qualche strana motivazione. Io ho sempre detto che gli insegnanti fanno gli insegnanti e gli alunni fanno gli alunni, ognuno ha un ruolo che deve svolgere. Perciò capisco che voi alunni possiate tentare di essere furbi, ma l’insegnante ha sempre il compito di farvi rispettare le regole, di trasmettervi il senso del “giusto”.

Ecco perché durante un’interrogazione, durante un compito in classe, vi consiglio di stare attenti: siate corretti. Nella vita la correttezza, l’onestà intellettuale è importante, anzi fondamentale, e a scuola prima di imparare il greco e il latino vi consiglio di imparare il “discrimen” tra il lecito e l’illecito, giusto e sbagliato… onesto e disonesto!

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27 Gennaio 2019

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