Dal cursus honorum alla compilazione di un curriculum

Dal cursus honorum alla compilazione di un curriculum

(a cura di Antonio Mastrogiacomo)

 

Tra i diversi social disponibili agli utenti della rete, uno su tutti sembra misurare l’attitudine lavorativa degli iscritti, si chiama Linkedin ed è stato impiegato anche dall’ex campione del mondo Cristian Zaccardo per trovare una squadra una volta svincolato. Potere della rete, in 24 ore una proposta contrattuale gli è stata formulata da Malta e il calciatore nativo di Formigine è approdato in questa perla insulare del mediterraneo.

Una premessa oltremodo colorata per indicare come gran parte degli sforzi lavorativi possano ridursi alla redazione di un curriculum, il cui invio soggiace a logiche meno trasparenti della sua stessa condivisione.

Addirittura oggi si propinano corsi di aggiornamento in relazione al preciso editing di questa formula di presentazione cartacea la cui logica riposa nella selezione di profili lavorativi.

Dietro questa parola si nasconde nuovamente il latino, in maniera piuttosto lampante a dire il vero, mutuando uno slittamento semantico da “corso della vita” a “profilo lavorativo”, sospendendo l’italico sostantivo “curricolo”, se vogliamo ancora più arcaizzante con la sua patina d’antico.

In questo senso, curriculum vitae indicherebbe sinteticamente la carriera scientifica, burocratica o accademica di una persona, una sorta di resoconto sommario delle successive fasi di tale carriera da allegare in attesa di risposte.

Insomma, questa locuzione sembra intrattenere una parentela piuttosto legittima con altra locuzione entrata nel lessico latino degli studenti: trattasi di cursus honorum, sarebbe a dire la successione ordinata delle diverse magistrature o delle diverse cariche rivestite da personaggi dell’età romana.

Questa indicazione di merito sembra essersi trasferita, per via delle sue fortissime analogie, con gli scatti di carriera come in seno alla vita militare da un lato, nella pubblica amministrazione dall’altra, novelli campi di battaglia attraverso i quali misurare tanto le proprie competenze quanto il personale indice di gradimento.

Solitamente appreso nel caso di cittadini dall’insigne lustro, il cursus honorum anticipa quella pratica ricorsiva nella stesura dei nostri “curriculum” nonostante manchevoli di quel riconoscimento pubblico a garanzia della stessa vita pubblica presso la città di Roma.

La differenza sta proprio nella diversa elaborazione dei due profili, come a dire che tra curriculum vitae e cursus honorum la differenza stia proprio nelle diverse aspettative da misurare, le prime in confronto del futuro, le seconde in confronto al passato definendo quello scarto temporale attraverso il quale noi stessi siamo riconoscere il peso del tempo che scorre.

Insomma, c’è andata male, ci tocca scrivere il curriculum: per farlo, il nostro consiglio è quello di immaginarlo quasi a mo’ di cursus honorum attraverso cui rileggere i passi mossi in funzione della propria stabilità economica.

Condividi con:


11 Ottobre 2020

0 responses on "Dal cursus honorum alla compilazione di un curriculum"

Leave a Message

Greco e latino Copyright © 2020 Service hde P.IVA 07611461216 Tutti i diritti riservati

      logo service hde piccolo