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Dopo la versione in classe: GUIDA PER GENITORI

Miniguida per genitori dopo una versione in classe

Piccola premessa: è appena il caso di ricordare come sia profondamente deleterio “demolire” la figura del professore agli occhi dello studente.

Il docente, come tutti, è un essere umano e può sbagliare ma deve in ogni caso rimanere un punto di riferimento per l’alunno.
Privarlo di credibilità influirà negativamente sullo studio della materia e sull’umore di vostro figlio senza in alcun modo risolvere eventuali problemi di comunicazione tra il docente e lo studente.

Altrettanto dannoso è rimproverare il proprio figlio solo perché è arrivato un cattivo voto dopo la versione in classe di greco o di latino: non sempre un cattivo voto è frutto della negligenza dello studente, talvolta vi possono essere dei problemi oggettivi cui è possibile porre rimedio in poco tempo. Se il problema è “tecnico” e non deriva da una mancanza di impegno, vostro figlio non ha colpa.

Questa miniguida si rivolge a tutti quei genitori volenterosi che -pur non conoscendo il greco e il latino- desiderano farsi un’idea della reale preparazione del figlio e interpretare correttamente le informazioni contenute nella correzione della versione in classe.

Perché incontrare il docente dopo una versione tradotta in classe: perché la versione è una prova oggettiva, dice con chiarezza, cioè, cosa vostro figlio sa fare e cosa non sa fare. In teoria (e molto spesso anche in pratica), lo è anche l’interrogazione orale ma la versione consente una “rilettura” della prova che presenta numerosi vantaggi

Quando è meglio avere un colloquio con il docente: quando la versione è andata male. Naturalmente, è molto più gratificante sentirsi dire che il proprio figlio fa progressi ma certamente una versione che ha avuto un voto sensibilmente inferiore alla sufficienza (al di sotto del cinque e mezzo/sei) fornisce molte più informazioni utili al miglioramento della preparazione dello studente

Il docente ce l’ha con mio figlio, la versione è andata male per questo: ammesso anche che un docente decida di accanirsi ingiustamente contro uno studente, dimenticando deontologia e professionalità (il che -per fortuna- è un evento molto, molto raro), certo dovrebbe essere davvero poco furbo per farlo nell’unica occasione in cui la prova è oggettiva, impugnabile e contestabile. Una versione non può essere alterata e non è certo una sede “comoda” per esercitare un’eventuale parzialità: ancora una volta, è il momento migliore per verificare cosa è davvero capace di fare lo studente

Cosa posso chiedere/cosa non posso chiedere: si può SEMPRE chiedere di visionare le prove che il proprio figlio ha svolto nell’anno scolastico in corso poiché si tratta di documenti cui devono avere accesso tutti gli interessati. Non si può chiedere una fotocopia dell’elaborato: se si desidera ottenere un documento di questo tipo, è necessaria la richiesta (motivata) di un avvocato. Per lo stesso motivo, non si può scattare una foto all’elaborato ma è naturalmente possibile prendere a mano qualche breve appunto circa gli elementi significativi del testo. Non si può chiedere di visionare elaborati di altri studenti, quale che sia il motivo: questo costituisce una lesione della privacy. Naturalmente, si possono chiedere tutte le spiegazioni che si desidera ottenere e, ovviamente, il docente è tenuto a darle.

Non conosco il latino né il greco: cosa devo guardare? Quali sono gli elementi significativi all’interno della versione tradotta? La prima richiesta da fare al docente è quella di leggere la versione. É opportuno concentrarsi sulla resa in italiano, sulla coerenza generale del testo: un testo che non ha senso in italiano o ha delle gravi incoerenze sintattiche è indice di una difficoltà profonda con l’esercizio di traduzione. Anche se non si conosce né il latino né il greco, questo tipo di difficoltà è facilmente individuabile. In assenza di simili errori, o dopo che li si è rilevati, è bene chiedere al docente quali tipi di errori “tecnici” ha commesso il ragazzo e prenderne nota: potrà essere utile per un secondo momento, durante il recupero

Mio figlio non ha terminato la versione in classe o ha consegnato il foglio in bianco: in questo caso è evidente la presenza di un problema di tempo. Lo studente non sa “maneggiare” la versione, forse non sa gestire il tempo della prova: è opportuno verificare in primo luogo se, in altre condizioni, lo studente è in grado di tradurre e solo dopo prendere provvedimenti per un recupero che sia “ragionato”

Mio figlio ha copiato la versione in classe: di fronte alla prova palese di una scorrettezza nello svolgimento della prova, la cosa migliore è indurre lo studente a prendersi le proprie responsabilità. Tuttavia è anche importante capire le motivazioni del suo gesto: si può copiare perché si è oggettivamente impreparati ma anche per pigrizia o insicurezza. La cosa migliore è dare al più presto la possibilità allo studente di mettersi alla prova con una versione di latino o di greco e valutare insieme quali provvedimenti prendere in base al risultato.

Perché è andata male? A questo punto è necessario interrogarsi sui motivi che hanno portato a questo “incidente di percorso”. In primo luogo, va posta attenzione sui tempi che vengono dedicati allo studio: uno studente di liceo deve dedicare almeno un’ora e mezza o due al giorno allo studio delle materie di indirizzo (latino e greco), se manca questo tipo di impegno il motivo è sicuramente da ricercarsi nella scarsa applicazione. Inutile far riferimento a quanto è stato fatto nella giornata immediatamente precedente alla prova: purtroppo è difficile “recuperare” in poche ore, e non ha senso passare la nottata sui libri se in precedenza è mancato l’esercizio. Ma il problema di vostro figlio può anche essere relativo al metodo: in questo caso è opportuno strutturare un programma di recupero che consenta anche di impadronirsi di un metodo di studio. Infine, è da prendere in considerazione anche un’eventuale scarsa dimestichezza con la versione in classe: è probabile che lo studente sappia tradurre ma non sia in grado di organizzare bene il proprio lavoro durante il compito in classe. Anche in quest’ultimo caso, il recupero andrà “calibrato” sulle reali esigenze dello studente.

Cosa posso chiedere al docente? prima di chiudere il colloquio, può essere utile che i genitori chiedano al docente alcune “dritte” da riferire al proprio figlio in modo che possa migliorare. Quali sono stati gli errori più gravi? Che tipo di traduzione il docente ritiene sia più adatta: libera o letterale? Cosa potrebbe ripetere lo studente per migliorare? Tutte queste notizie potranno costituire la base di partenza per un percorso di recupero.

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