I diversi livelli delle analisi

I diversi livelli delle analisi
( a cura di Antonio Mastrogiacomo docente)

 

Solitamente, nello studio del greco antico e del latino, il docente propone l’esercizio della traduzione solo dopo essersi assicurato che gli studenti abbiano svolto una accurata preparazione, con pagine di esercizi dedicati alla grammatica della lingua italiana, nei suoi tre diversi momenti: grammaticale, logica e del periodo.

Si tratta infatti di conoscenze propedeutiche allo studio delle lingue classiche perché hanno il merito di applicare la conoscenza grammaticale, mentre ce ne infischiamo quasi istintivamente nella comunicazione con sui siamo soliti regolare i rapporti umani, specie orale. Ci sarebbe da aprire un lungo discorso su come l’oralità abbia guadagnando spazio costante nella comunicazione quotidiana e gli stessi elaborati degli studenti, spesso sospesi tra linguaggio colloquiale e connettivi logici di troppo, sembrerebbero confermare questa presunzione.

In questa scheda, vogliamo semplicemente ricordare come lo studio della grammatica ponga la lingua al riparo da ogni comunicazione colloquiale così da farne materiale da laboratorio tale che, studiando queste lingue in modo così artificiale perché decontestualizzate dalla vita quotidiana possiamo appunto padroneggiarle facendo ricorso agli strumenti principi dell’analisi che permettono di chiarire concordanze minime (analisi grammaticale) fino a relazioni fraseologiche ben più complesse (come nell’analisi del periodo).

 

L’importanza della conoscenza grammaticale della lingua italiana

In questa scheda ti proporremo dunque un riferimento immediato all’importanza della conoscenza grammaticale della lingua italiana: sul modello della nostra lingua madre, sarà più facile trasferire le relazioni grammatiche come derivabili dalle lingue classiche, quale prodotto di origine protetta da cui poter fare derivare l’italiano. Solitamente, nel fare riferimento ai tre livelli di analisi avanzo una indicazione in relazione all’educazione all’immagine se nella divisione minima in tre livelli quali primo piano, secondo piano e sfondo; se la figurazione contemporanea sembra sfuggire alle determinate logiche operative spaziali come ricorrono nella storia dell’arte medioevale prima, moderna poi, queste indicazioni restano ancora oggi valide nella grammatica cinematografica laddove lo studio dell’inquadratura resta ancorato ai riferimenti di primo piano e sfondo (campo lungo). Nel caso dell’analisi di un testo in accordo allo studio della grammatica possiamo distinguere un primo piano rappresentato dalle singole parole, le cui relazioni e concordanze sono sancite dai legami interni all’organismo cellulare della frase nel contesto più articolato del periodo: anche in questo caso passiamo dal più vicino al più lontano, sapendo di dover definire la parte nel tutto.

Anche in questo caso sarò opportuno dunque interrogare il testo oggetto di analisi, il cui stato dovrebbe portarci a fare le domande giuste per capire cosa abbiamo davanti.

Facciamo il caso della parolina che: da sola sarebbe difficile etichettarla; se inserita in un contesto diventa decisivo capire la sua funzione.

Ad esempio ti invito a distinguere la diversa etichetta dei seguenti “che”:

 

Ho detto che Benevento e Avellino si equivalgono per qualità della vita, che si mantiene difficile un po’ dappertutto tra Irpinia e Sannio.

 

Te la sentiresti di indicare l’etichetta di questi “che”??

 

 

Ad ogni modo, riferiamo in maniera sintetica delle tre analisi:

Si incontra lo studio dell’analisi grammaticale negli anni della formazione scolastica, al fine di favorire agli studenti la scoperta delle diverse parole che occorrono nella lingua a partire dalla loro organizzazione nelle parti del discorso, tra variabili e invariabili. Tutte le parole che devono concordare tra loro per un senso derivabile dalla loro organizzazione negli spazi di una frase forse ospite di un periodo. Questa la storia che si ripete di generazione in generazione, senza essere riusciti a risolvere i problemi con i congiuntivi. Forse la speranza di un correttore automatico del pensiero, chissà! Ad ogni buon modo riconoscere il valore dell’analisi significa impostare lo studio della lingua verso una sua presa e resa tattile, decisamente amica della traduzione. Quindi, qualora ne avessi voglia, puoi inviarci tranquillamente un testo che ti va di analizzare secondo analisi grammaticale, logica e del periodo: sarà nostra cura correggerlo gratuitamente e darti delle indicazioni utili, qualora riscontrassimo degli errori!

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13 Maggio 2020

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