I gradi di comparazione dell’aggettivo in greco

I gradi di comparazione dell’aggettivo in greco

 

Prima di affrontare i gradi di comparazione dell’aggettivo greco, iniziamo proprio da questo punto: come ottenere il tema dell’aggettivo del grado positivo?

  • Togliendo -ς- al nominativo singolare maschile se l’aggettivo è della prima classe
  • Togliendo la desinenza -oς- del genitivo singolare se l’aggettivo è della seconda classe ad una sola terminazione
  • Il tema coincide col nominativo singolare neutro se l’aggettivo della seconda classe è a due o a tre terminazioni.

Ci siamo chiariti una volta per tutto il livello preliminare della faccenda. Sarà ora il caso di approfondire i gradi di comparazione dell’aggettivo in greco facendo ben attenzione a distinguere tra le due diverse forme di comparazione, sempre a partire dalla differenza tra comparativo e superlativo.

 

 

Gradi di comparazione dell’aggettivo

PRIMA FORMA

La maggior parte degli aggettivi forma il comparativo e il superlativo aggiungendo al tema del grado positivo:

  1. Per il comparativo -τερος, -τέρα, -τερον
  2. Per il superaltivo il suffisso -τατος, τάτη, -τατον

In entrambi i casi la declinazione è quella degli aggettivi della prima classe: il maschile e il neutro seguono la seconda declinazione, il femminile la prima.

 

SECONDA FORMA

Alcuni aggettivi hanno la seconda forma di comparazione come segue:

  • Per il comparativo:

Radice + ίων, -ιον

Si declina come gli aggettivi della seconda classe a due terminazioni

  • Per il superlativo

Radice + -ιστος, ίστη, -ιστον

Si declina come gli aggettivi della prima classe a tre terminazioni che seguono la prima e la seconda declinazione.

 

Ne approfittiamo in questa scheda per parlare anche della formazione e della comparazione degli avverbi, ritenendo utile conoscerne le regole. Generalmente gli avverbi derivano dagli aggettivi e presentano la terminazione –ως.
Per ottenere l’avverbio:

  • si muta la –ν- del genitivo finale in –ς-
  • Può essere formato anche dall’accusativo neutro singolare o plurale dell’aggettivo;
  • Può essere indicato dal dativo singolare di sostantivi o aggettivi femminili.

 

Se questo può valere per l’avverbio, non vale per i suoi gradi di comparazione: come tale il comparativo degli avverbi si forma con l’accusativo neutro singolare del comparativo dell’aggettivo. Il superlativo degli avverbi si forma con l’accusativo neutro plurale del superlativo dell’aggettivo.

Ti consigliamo di approfondire l’argomento consultando la nostra scheda “Il comparativo degli avverbi in greco“.

 

 

Riepilogo finale e guida alla traduzione

 

In riferimento alla traduzione degli aggettivi, ci riserviamo il solo accento ai gradi di comparazione quale sintesi di (quasi) tutto quello che c’è da sapere sugli aggettivi, definendo ancora una volta quelle che sono le desinenze della prima e della seconda classe unitamente a determinati suffissi.
Insomma, capirete bene che la rete pretende una certa immediatezza, quindi daremo quasi per scontato che abbiate familiarizzato in modo adeguato con le prime due classi prima di affrontare questo argomento che chiude il bilancio sugli aggettivi qualificativi.

 

Il comparativo e il superlativo si formano aggiungendo al tema del maschile e del neutro, o direttamente alla radice dell’aggettivo, dei suffissi. Distinguiamo due forme di comparazione:

 

Prima forma di comparazione

Tema +

-τερος, -τέρα, -τερον per il comparativo
-τατος, τάτη, -τατον per il superlativo

 

 

Seconda forma di comparazione

Radice +

-ίων, -ιον per il comparativo
ιστος, ίστη, -ιστον per il superlativo

 

 

E adesso qualche domanda: Se nel primo caso ci si riferisce essenzialmente al modello della prima classe, come ci si comportante nel caso della seconda forma di comparazione? In altre parole, come si declinano comparativo e superlativo nella seconda forma di comparazione?

 

Adesso vogliamo indicarti il riferimento al secondo termine di paragone e al complemento del superlativo relativo prima di concludere con alcune frasi.

  • Il complemento di paragone si pone al genitivo oppure con ή e il caso del primo termine;
  • Il complemento del superlativo relativo si esprime col genitivo con il quale, di solito, si concorda nel genere (talvolta con εκ + genitivo, εν + dativo.

 

Μή νόμιζε τήν πενίαν εῖναι αίσχιστον κακόν

In questo caso ci troviamo di fronte ad una frase concisa, in grado di rilevare alcune cose utili. Partiamo dal verbo, lo si analizzi!!!

Cosa significa fare l’analisi di un verbo? Rilevare le sue generalità, come fanno i documenti di riconoscimento. (leggi la nostra scheda “Verbi greci“)
Dobbiamo dunque isolare la desinenza verbale dal tema (in questo caso del presente). Siamo altresì incoraggiati da quel Μή iniziale a ritenere quel νόμιζε un imperativo, “Non credere”.

La presenza di un infinito ci dovrebbe insospettire: forse ci troviamo davanti a una proposizione infinitiva? Ebbene sì, la riconosciamo dalla concordanza che viene a crearsi tra gli altri elementi della frase, da un lato l’accusativo τήν πενίαν, dall’altro αίσχιστον κακόν. Dunque, quell’infinito del verbo essere funge da copula tra questi elementi, siamo in presenza di una infinitiva e sì, c’è anche un bel superlativo. Beh, ti abbiamo dato qualche elemento, adesso tocca a te tradurre questa frase.
Traduzione guidata significa appunto da completare!

 

 

Ουδέν γλύκιόν εστι τῆς πατρίδος, ουδέν σεμνότερόν τε καί θειότερον

Un’altra frase, non troppo complicata, per prendere dimestichezza con la traduzione del grado comparativo degli aggettivi. A tal proposito, quale tra questi non sono gradi dell’aggettivo:

  1. Neutro; b) comparativo; c) singolare; d) positivo; e) superlativo

Una volta individuato il verbo, dobbiamo riferirci ad un suo possibile nominativo, che concordi con lui in numero (talvolta, anche in genere). Fa al caso nostro la prima parola che apre la frase: ricordi di cosa si tratta? Poi c’è da rintracciare qualche concordanza; svolgendo ancora una volta il verbo essere la funzione di copula i legami sono diretti, tra parole che si trovano nello stesso genere, numero e caso, dunque non sarà difficile riconoscere lo sviluppo della frase, a partire dalle diverse soluzioni proposte per indicare il medesimo grado comparativo. E ti ricordiamo infine come il secondo termine di paragone possa essere espresso in genitivo. Ora manca solo la tua traduzione

 

Ed infine completiamo la nostra scheda dei gradi di comparazione dell’aggettivo con l’esercizio inverso, una prova del nove per chiarirsi le idee sull’effettivo apprendimento della tecnica di traduzione.
Passare alla traduzione dall’italiano al latino:

 

Nella necessità un amico è migliore di ogni ricchezza

Te la sentiresti di proporci una tua traduzione??

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6 Novembre 2020

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