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Il metodo Ørberg

IL METODO Ørberg tra polemiche e innovazione

Premessa
A chi studia il latino ma soprattutto il greco può capitare di imbattersi in testi che menzionino il cosiddetto metodo Ørberg, un metodo ancora poco noto in Italia con il quale non tutti i docenti hanno dimestichezza. Generalmente, si tratta di un metodo che nelle scuole viene applicato sia all’apprendimento del greco che del latino. Tuttavia questo metodo nasce come strumento dedicato al solo apprendimento della lingua latina. Ma andiamo con ordine.

 

I. Chi è Ørberg?

Ørberg è un linguista danese scomparso di recente che ha lavorato al Naturmetodens Sproginstitut, un centro di studi dove si sperimentava la metodologia didattica dell’apprendimento naturale, in contrapposizione al metodo tradizionale dello studio teorico. In questo istituto, in pratica, si cercava di applicare allo studio delle lingue il metodo che oggi è noto come full immersion, cioè quello dell’apprendimento della lingua dal vivo, nel contatto pratico con i parlanti. In particolare, Ørberg decise di applicare questa metodologia all’apprendimento del latino con la creazione del testo Lingua Latina per se illustrata: scopo di questo manuale era quello di riprodurre la condizione in cui l’allievo si troverebbe se potesse ascoltare degli antichi romani parlare latino e a generare il tipo di competenza grammaticale, linguistica ed espressiva che ha un parlante madrelingua.

 

II. Il metodo

Il metodo Ørberg mira dunque a far scaturire la comprensione (e la conoscenza) delle regole grammaticali dalla diretta fruizione di testi in lingua che divengono gradatamente sempre più complessi. Proprio perché questo metodo mira essenzialmente ad una padronanza linguistica da “parlante”, generalmente chi lo applica non trova opportuno l’utilizzo del dizionario ma preferisce che lo studente memorizzi i termini che incontra nella fruizione dei vari testi. Le stesse regole grammaticali, che sono comunque illustrate nel manuale, sono enunciate in latino.

 

III. I manuali

Come si è detto, il manuale redatto da Ørberg ha il titolo di Lingua Latina per se illustrata ed è composto da due volumi: Familia Romana e Roma aeterna. Il primo di questi volumi sostituisce la grammatica tradizionale, mentre il secondo è costituito da un’antologia particolarmente ricca in cui i testi sono adattati per adeguarsi all’apprendimento progressivo del metodo. A questi due volumi se ne aggiunge un terzo, che può essere anche utilizzato come manuale indipendente, Latine disco, un volume unico che contiene sia la grammatica che la sintassi che numerosi esercizi e che, pur comprendendo alcuni testi che sono opera di Ørberg, è nel complesso un testo elaborato dai professori Luigi Miraglia e Tommaso Bórri proprio per diffondere questo metodo di apprendimento in Italia.
A questi tre volumi si aggiungono altre opere che completano e ampliano i materiali elaborati dal linguista e che sono opera di Ørberg o di suoi allievi e sono corredate anche di supporti audio.
Gli stessi docenti che hanno elaborato il manuale Latine disco sono anche autori del manuale di greco ATHENAZE (Ἀθήνᾱζε), che, nella sua versione attuale, è stato ampliato da Maurice Balme e Gilbert Lawall ed è costituito da due volumi; il corso ha la stessa struttura di quello latino e la metodologia applicata è la stessa, tuttavia la grammatica è illustrata in italiano e sono presenti degli approfondimenti sempre in italiano.
Come si vede, la struttura dei testi impiegati per il metodo Ørberg non è molto diversa da quella di un moderno manuale scolastico di inglese o di qualsiasi lingua straniera, tuttavia l’aspetto concettualmente originale è che la metodologia viene applicata a delle lingue morte.

 

IV. Le polemiche

I detrattori del metodo sostengono che la grammatica che si apprende con questo tipo di insegnamento è troppo semplificata e che la capacità di traduzione ne risulta impoverita e depotenziata. Se questo in parte può essere vero, va considerato che il metodo Ørberg non vuole sostituire l’insegnamento tradizionale della grammatica, ma intende fondare un insegnamento completamente diverso volto più alla fruizione del testo in lingua antica che alla sua traduzione. Molti esercizi, infatti, mirano a verificare la comprensione del testo e non la capacità dell’alunno di tradurlo. Inoltre, è innegabile che alcuni studenti formatisi con questo metodo ottengano ottimi risultati anche nei certamina tradizionali di traduzione (ad esempio nel Certamen Ciceronianum 2012 al II e al III posto si sono qualificati due studenti che hanno appreso il latino con il metodo natura). In effetti, per valutare correttamente il metodo, bisogna partire proprio dal presupposto che si tratta di un nuovo modo di guardare al latino e al greco. I sostenitori del metodo, invece, ritengono si tratti di uno strumento innovativo -e ideologicamente più corretto- che avvicina i giovani al latino e al greco invece di allontanarli: con l’apprendimento naturale, infatti, si eviterebbe il tedio delle lunghe ripetizioni e dell’apprendimento mnemonico.

 

V. Bibliografia
S. Giussani, Insegnare il latino con il metodo Ørberg: una bella esperienza educativa, http://www.ilsussidiario.net
L. Miraglia, Come (non) si insegna il latino, Micromega, 5, 1996, disponibile in rete, http://www.vivariumnovum.it/micromega.htm
L. Miraglia, L’insegnamento del latino nei secoli, in Nova via. Latine doceo, Montella 2009
G. Regoliosi Moriani, La questione del metodo Ørberg, http://www.rivistazetesis.it
M. Sergi, Per una didattica nuova delle lingue classiche. Il latino e il greco secondo il metodo natura, http://www.carducci-ts.it
G. Sponton, Insegnare Latino. A favore del metodo Ørberg, http://www.diesse.org

23 Maggio 2019

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