La Grecia e gli europei di calcio

La Grecia e gli europei di calcio

(a cura di Antonio Mastrogiacomo)

 

L’europeo 2020 è stato rinviato al 2021 come deciso dalla UEFA vista l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus.

Facendo un tuffo nel passato, proviamo a prepararci spiritualmente alla prossima competizione che si presenta totalmente diversa già nel concept.

EURO 2020 è stato presentato come “un festival paneuropeo del calcio”, un torneo a 24 squadre che prevede 12 città ospitanti per le gare del primo turno più una tra ottavi e quarti di finale e 1 città (proprio Londra) per le due semifinali e la finale.

Alla base di questa scelta poserebbe il maggior coinvolgimento possibile nell’organizzazione dell’evento a cura di un maggior numero di Federazioni, Paesi e città alla ricerca di uno spirito di partecipazione sostanziale e condivisa nell’ambito della famiglia del calcio europeo, in occasione dei 60 anni del primo Europeo del 1960, Francia ’60.

Le 12 città che ospiteranno l’Europeo UEFA 2020 saranno infatti: Amsterdam, Baku, Bilbao, Bucarest, Budapest, Copenhagen, Dublino, Glasgow, Londra, Monaco e S. Pietroburgo: 8 capitali e 11 stadi superiori ai 50.000 posti, 7 Paesi che ospiteranno la Fase Finale per la prima volta (Azerbaijan, Danimarca, Ungheria, Repubblica d’Irlanda, Romania, Russia e Scozia).

Il calcio aiuta parecchio a studiare la geografia – almeno quella politica.

 

La Grecia e gli europei di calcio

 

Veniamo alla Grecia che, avversaria dell’Italia nel girone di qualificazione al prossimo europeo, non è riuscita ad accaparrarsi un posto tra le 24. Eppure nell’estate del 2004 la nazionale greca vinse i campionati europei di calcio.
Difficile a credersi, anche all’epoca.

La dodicesima edizione dei giochi continentali, quella del 2004, si disputava in Portogallo.

 

Euro 2004

 

La gara di apertura (12 giugno) del torneo metteva in campo i padroni di casa, forti delle loro premesse (affidata a Luiz Felipe Scolari, solo due anni prima campione del mondo con il Brasile, veterani come Figo e Rui Costa guidano un gruppo che comprende il giovane talento Cristiano Ronaldo e anche Deco), e la meno celebrata Grecia – guidata in panchina dal tedesco Otto Rehhagel – squadra operaia e senza paura.

La fase a gruppi riservò sorprese già dalla partita inaugurale, in cui la Grecia (alla seconda partecipazione dopo quella del 1980) piegò i padroni di casa per 1-2.

Le partite inaugurali sono sempre suggestive: basti consultare il mondiale appena precedente, aperto dall’1 a 0 del Senegal (che rete, quella di Diuf!) contro i campioni in carica della Francia. Quanto ai nostri colori, dopo il mondiale nippo-koreano un altro torneo dal sapore amaro, quello degli azzurri, retrogusto da biscotto di marca danese-svedese, che ci vide fuori già alla fase a gironi, povero Trapattoni.

Torniamo alla Grecia: stavolta è il 4 luglio 2004.
Mai infatti prima di allora e cosa mai accaduta anche dopo, la Finale di un’edizione di una grande manifestazione per Nazionali, Europei e Mondiali si era chiusa con la stessa gara che era già stata d’inaugurazione.

Dopo un primo tempo avaro di occasioni da rete, a passare in vantaggio fu la Grecia: al 57′ su angolo di Basinas il centravanti Charisteas è saltato più in alto di tutti e ha battuto di testa il portiere Ricardo. Il Portogallo ha provato in tutti i modi a realizzare il gol del pareggio ma la retroguardia avversaria si è dimostrata insuperabile fino al fischio finale.

Per la Grecia si è trattato del primo successo nella competizione.

Portogallo – Grecia diede inizio e chiuse l’Europeo del 2004 e la cosa è ancor più straordinaria se consideriamo che il risultato in fondo, è stato esattamente lo stesso. 1-2 al Do Dragao per aprire quell’edizione, 0-1 al Da Luz di Lisbona (casa del Benfica) e Grecia campione d’Europa (guarda il video).

 

 

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27 Gennaio 2021

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