Le epigrafi, sconosciute parlanti

Le epigrafi, sconosciute parlanti

 

 

Mute ed enigmatiche, le epigrafi invece parlano, e spetta proprio alle scienze epigrafiche il ruolo di trasformare le parole in storie che raccontano il nostro passato.

Queste possibilità si devono anche alle ricerche mosse sul campo in tempi estremamente diversi rispetto a quelli rimediati dal digitale.

 

Di epigrafi ne esistono davvero tantissime [dal gr. ἐπιγραϕή, der. di ἐπιγράϕω «scrivere sopra»] : si tratta, come avrete ormai capito, di iscrizioni, qualsiasi materiali, qualsiasi contesto, qualsiasi … non esageriamo! Possiamo fare un distinguo tra epigrafi funerarie (di solito in marmo o in bronzo) e tutte le altre che restano di primaria ricognizione archeologica fino a quelle propriamente riferite a pagine di libri, in quanto dediche o segnalazioni.

E anche di queste va ghiotta la filologia, di qualsiasi tempo, dalla filologia classica alla filologia romanza.

 

 

L’utilità e la necessità di un approccio interdisciplinare

 

L’epigrafia si occupa proprio di indagare “situazioni” e “dispositivi” attestanti la volontà di comunicare un’informazione scritta a un determinato pubblico.

Chi studia le iscrizioni deve non solo primariamente proporre un’edizione critica del testo, ma anche analizzare il monumento su cui parole e lettere sono iscritte e, soprattutto, contestualizzare la situazione storica e sociale in cui la scrittura fu prodotta.

A questo si affianca lo studio del “ciclo di vita” delle epigrafi, ovvero del percorso storico che le ha portate dal contesto in cui furono realizzate a quello in cui oggi le studiamo.

In tale ottica, è fondamentale lo studio dei “paesaggi epigrafici” cui l’iscrizione era destinata e nei quali fu successivamente inserita.

Come è possibile derivare da queste prime battute, l’epigrafia interagisce a stretto contatto con altre discipline, quali l’archeologia e la storia dell’arte, la paleografia, la topografia, l’onomastica e la prosopografia proprio perché, esclusivamente mediante un approccio interdisciplinare, è possibile elaborare risposte complesse ai problemi storici.

 

                                                          Epigrafia
  • Epigrafia orientale
  • Epigrafia greca
  • Epigrafia dell’Italia antica
  • Epigrafia latina
  • Epigrafia medioevale

 

fuori dalla tabella, inseriamo l’epigrafia digitale! Ne avete mai sentito parlare???  🙂

 

Lo studio delle epigrafi

 

Lo studio delle epigrafi si riferisce infatti a un patrimonio che negli ambienti universitari viene considerato di grande rilevanza scientifica, in grado di catturare l’attenzione e gli alti studi di padri della scienza epigrafica come Mommsen (da molti considerato il più grande classicista del XIX secolo).

Pur cominciata nella prima metà dell’Ottocento, questa interlocuzione appare sempre agli inizi, va dunque alimentata e soprattutto va evitata la dispersione di quella discontinuità che la caratterizza. Lo richiedono non solo gli inevitabili aggiornamenti permessi dal progredire delle conoscenze, dei metodi, delle tecniche e delle tecnologie della scienza, nonché dai nuovi ritrovamenti che archeologi propongono, ma anche la massa di reperti ancora non studiati. Reperti a volte già censiti ma ancora misteriosi e indecifrati, perché un frammento può essere messo da parte fino a quando non si capisce dove e come inserirlo.

 

La nostra strada verso il ricorso al puzzle pur di ritrovare il legame con l’antico attraverso il gioco non è troppo lontana dall’arguzia e dalla disponibilità che viene demandata agli studiosi, come potete intuire, specialisti di questa disciplina non sempre alla stregua di tutti gli studenti. C’è bisogno di una dose (non in vendita) di pazienza e creatività, elementi di sostegno alla ricostruzione del passato.

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13 Settembre 2021

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