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Le parole sono alberi… anche in greco antico!

Uno scrittore napoletano, Erri De Luca, suole ripetere che gli alberi si incarnano nei libri: una volta abbattuti infatti si trasformano in storie destinate a raggiungere sconosciuti lettori.
Eppure gli alberi suggeriscono un’altra analogia con gli ingredienti dei libri: le parole.

La linguistica si occupa, tra le altre cose, di studiare quei meccanismi che sono alla base della formazione delle parole a partire dalle analogie e differenze nei diversi idiomi. Nel caso del latino e del greco, i processi di formazione della parola ci riguardano da vicino perché oggetto interessato del nostro studio a partire da una rigorosa logica del montaggio interno alle parole, come si evince nel caso delle parti variabili del discorso.

Le parti variabili del discorso sono cinque per la lingua italiana e per la lingua greca: tolto l’articolo per il latino (quindi sono quattro per il latino), restano infatti i nomi, gli aggettivi, i pronomi e i verbi.
C’è qualcosa che accumuna queste parti variabili del discorso a partire innanzitutto dal numero, che distinguiamo tra singolare e plurale (e nel greco addirittura il duale, ben visibile in quelle poche frasi che capitano come Le due mani lavano le due mani).

Casa                                                             domus                                                            οἰκία

Case                                                             domi                                                               οἰκίαι

Quindi, le parole cambiano innanzitutto per numero.
In italiano, in latino, in greco e quasi tutte le lingue del mondo. E poi hanno anche un genere: già il caso della parola “casa” ci mostra come lo stesso significato possa essere tradotto in lingue diverse in generi diversi.
Ad esempio, quello che in italiano è il mare, in francia è la mer. Ecco perché tradurre significa entrare nel paradigma linguistico di una lingua: cambia molto riferirsi ad una entità come “mare” se maschile o femminile. Ecco inoltre perché le traduzioni di google translate sono uno strumento senza dubbio veloce, eppure così poco umano e preciso nella sua resa.

In latino e in greco incontriamo poi il genere neutro: NEUTRO è uno dei valori che la categoria del genere assume accanto al maschile e al femminile.
Questo sistema a tre valori non marca una positività o negatività del genere quanto il non essere nè l’uno (maschile) nè l’altro (femminile) appunto neuter (neutro).
Una lingua come il tedesco esprime ancora il neutro come genere, a lasciar intuire come la presenza di una lingua riposi nel tempo. Ci rendiamo conto di come una stessa parola cambi di genere e numero se consideriamo gli aggettivi e i pronomi:

mio, mia,..miei, mie

Torniamo al punto di partenza: le parole sono come gli alberi perché composte da una radice che resta a definire il significato simbolico, dei rami che sono i diversi suffissi che inseriamo di volta in volta per caratterizzarne la definizione e infine delle foglie che cambiano ogni volta a secondo della concordanza logica.

Prendiamo ad esempio la radice “lavor”.

Ecco, suggerisci tutte le diverse forme che derivano da questa radice: possono essere nomi, aggettivi qualificativi, verbi – ma non pronomi e aggettivi determinativi.

Inoltre, proprio lo studio dei verbi elabora questo schema a partire dal ricorso della giusta vocale tematica, desinenza temporale, prefisso, suffisso.
Insomma, la logica del montaggio si evince non solo nel macro del periodo, nel normal size della frase e nel micro della parola: è importante elaborare questo statuto di una lingua come risultato di diversi processi da dover attenzionare con molta cura.
Quando studieremo uno per uno i singoli elementi delle parti variabili del discorso a partire dalla singolarità della lingua considerata, avremo modo di dichiarare le diverse parti costitutive: al momento, gioca con le parole in italiano alla ricerca della loro radice cui aggiungere suffissi, desinenze, prefissi.

Scrivi poi una storia in cui usi tutte queste parole facendo ricorso ad una grammatica della fantasia e inviaci il tuo racconto!

12 Febbraio 2019

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