Motivare, non accarezzare: il fulcro della didattica e del possesso a lungo termine

Motivare, non accarezzare: il fulcro della didattica e del possesso a lungo termine

(a cura di Isabella Pallisco, docente di lettere)

 

 

Vorrei qui “postare” i messaggi di alcuni miei ex alunni, oramai all’università, per dare voce direttamente ai protagonisti dell’apprendimento.

 

E perché siano loro stessi a incoraggiare i nuovi studenti, un passaggio di esperienze tra pari.

 

E perché sono gli studenti il motore della didattica.

 

E perché meglio di loro non saprei esprimere la vera essenza della motivazione, preludio ad un monumentum aere perennius.
Altro che discorsi sulle competenze: esse arrivano di riflesso e si trasformano in possesso perenne.

 

E perché siano gli stessi docenti ad essere motivati, a non appiattirsi dinanzi alle difficoltà dell’insegnamento oggi, al ruolo cui vogliono relegarci, all’ingerenza dei genitori alle prime difficoltà.

 

Resistiamo e imponiamoci con le nostre convinzioni, il tempo soltanto ci darà ragione.

 

Un messaggio positivo che faccia da contraltare ad altro articolo di tono opposto, un messaggio positivo che facesse da risvolto della medaglia al mio J’ACCUSE (leggi “Ørberg sì, Ørberg no: perché è una (annosa) quaestio?“).

 

Ho pensato possa essere utile condividere questi messaggi quando ho letto IL MESSAGGIO CHE INSERISCO PER PRIMO, perché mi ha colpito il passaggio dal “trauma” del primo giorno di incontro dell’alunno con la prof, alla ansia alle verifiche, allo “spasso” (!!🤭) al terzo anno!

Si tratta di alunni che in 3 anni si sono trasformati passando da voti insufficienti al 10.

Che bellezza e che motore per un docente! Fulcro della didattica.

 

Mi ha colpito rileggere i messaggi tutti insieme perché, premetto, sono alunni che inizialmente mi hanno osteggiato o non compreso o non parlato mai troppo e poi, all’improvviso, ex abrupto, mi hanno scritto. Ho selezionato questi messaggi, a seguire, perché vi ho ritrovato un denominatore comune: quel “POI ho capito“.

I semi han bisogno di tempo per dare veri frutti…

 

 

Alunno A – messaggio scritto all’inizio dell’università

Professoressa buongiorno, come sta? Non so se si ricorda di me, sono …. Mi scusi se la interrompo, starà probabilmente facendo lezione… ma la mia gioia nel comunicarle una cosa era troppo grande! Ieri ho affrontato il mio primo esame universitario, Letteratura italiana, un sacco di roba da portare che tutt’ora non ricordo hahahaah. Avevo l’ansia a 1000000 ovviamente😂 ma l’esito è stato molto positivo, più di quanto mi aspettassi visto il professore che doveva esaminarmi (un po’ particolare😅). Il punto è che volevo ringraziarla di vero cuore, perchè mentre studiavo quel mattone di quasi 600 pagine non ne passava una in cui io dicessi “Ahhhh siii, questo l’ha spiegato anche la Pallisco al liceo, ricordo quando l’abbiamo studiatooo”. Quindi ancora una volta grazie, grazie mille per averci “”””traumatizzato”””” (si scherza😂😂) al terzo anno, grazie per il modo in cui personalmente mi ha fatta appassionare alla letteratura, grazie per essere stata una prof eccellente, sia dal punto di vista dell’insegnamento che dal punto di vista umano.
Un saluto😘

 

Alunno A-altro messaggio scritto a distanza di un anno:

Ricordo ancora il primo incontro con la professoressa di italiano: era la prima ora del primo giorno di scuola del terzo anno di liceo. Noi ragazzi eravamo ancora affannati per la famosa “corsa per i banchi” finchè una voce… “ragazzi prendete i quaderni che oggi cominciamo a dirci qualcosa, che il programma è bello lungo”. E subito la prima spiegazione su Dante. Quel piccolo trauma (😂) è rimasto impresso nelle nostre menti per circa un annetto. Non nascondo che nemmeno la sottoscritta, spesso, aveva un po’ paura anche ad affrontare una semplice interrogazione orale. Solamente in quarta ho iniziato a comprendere meglio quella professoressa che spiegava ininterrottamente per 2 ore di fila, che riusciva a tirar fuori approfondimenti da ogni parte e che ripeteva lo stesso concetto fino allo sfinimento: l’ho capito nel momento in cui tutta la passione che lei metteva nelle sue spiegazioni, non solo mi facilitava il lavoro a casa, ma riusciva anche a farmi immedesimare nei panni degli autori stessi. Ho capito che per quanto complessa e profonda la letteratura possa essere, essa è vita.
Da quel momento in poi, studiare la letteratura italiana per me è diventato un vero e proprio spasso, mi piaceva (e mi piace tutt’ora) scoprire nuovi pensieri, nuove poetiche e nuovi modi di comporre. Ma tralasciando la soggettività, mi sento di dire che non potrò ringraziare mai abbastanza quella professoressa, che è riuscita a darci così tanto in così poco tempo. Non mi dilungherò ulteriormente, spero che riuscirete a capire i suoi sforzi in futuro, ma posso assicurarvi che i risultati si vedono.
❤️   Grazie

 

 

Alunno B  – messaggio scritto durante la preparazione di un esame all’università

Prof, stavo leggendo e questa pagina mi ha ricordato lei, anzi tutto ciò mi ricorda lei, il suo latino, la sua forza e i suoi insegnamenti che ha lasciato nella mia mente e nel mio cuore, con cui posso vantarmi di avere una gran marcia in più.
Ho capito quanta ricchezza mi ha lasciato in due lezioni all’università.
Le voglio dire il grazie più vero e sincero.
Un abbraccio fortissimo.

 

 

… alunno C

Proooof come va? Sto pensando molto a lei in questi giorni.. non avrei mai immaginato di dire questo di un’insegnante, ma mi manca davvero tanto. Spero che le vacanze siano andate bene e che lei abbia avuto il relax che meritava dopo tutto il lavoro dell’anno scorso.

Io sono in Egitto perché …., sto imparando le lingue e tantissime cose nuove. Spero di rivederla presto!

 

… alunno D

Salve Prof, è un po’ di tempo che non le scrivo… ho trascorso un periodo di confusioni e scelte che non avevo mai affrontato seriamente durante gli anni liceali. Purtroppo a malincuore le dico che ho cambiato facoltà da pochi mesi.. Nel mio esame di coscienza andavo incontro a qualcosa di piu grande di me. Un po’ mi ha conosciuto, ha imparato a capirmi vedendoci tutti i giorni; sono una persona che spesso diventa fragile e si abbatte di fronte alle difficoltà. Mi spiace perchè in cuor mio so di aver deluso lei e in parte la mia famiglia… nonostante ciò devo confidarle che al momento sono tranquillo e consapevole della mia scelta. Ho deciso per …. È sempre nello stesso dipartimento, incentrato naturalmente sulla tutela del patrimonio e sull’ambito storico-artistico. Non potevo comunque allontanarmi da un ambito umanistico poiché lo ritengo il più adatto a me se confrontato con materie scientifiche.
La ringrazio comunque di tutto.

 

Alunno E – messaggio scritto 12 anni dopo la Maturità

Cara professoressa,

forse aprendo questo file si sarebbe aspettata tutto fuorché una “lettera”, probabilmente non è stato neanche opportuno che io gliela scrivessi, ma sentivo il bisogno di farlo. Volevo ringraziarla di tutto, di avermi fatto amare e capire la storia, anche con i suoi relativi “inciuci”, come non l’ho mai amata e capita, per avermi fatto superare la mia “timidezza” parlando alla conferenza sull’Unione europea, per avermi fatto capire che anche degli avvenimenti riguardanti un tempo a noi molto remoto, possono risultare interessanti e utili anche al giorno d’oggi… Stentatamente lei ci ricorderà come una delle classi migliori, dal momento in cui ci sono stati vari incomprensioni con alcuni di classe ma, senza dubbio IO la ricorderò come una delle professoresse migliori per i motivi che ho citato prima, per molti altri ancora…ma anche perché essendo lei molto giovane, l’ho vista più vicina a me, più vicina a quelli che sono i modi di pensare di noi ragazzi!!!
GRAZIE PER ESSERCI STATA presumibilmente anche a nome di tutti coloro che non sono riusciti a dirglielo 🙂

 

Alunno E (Dopo 15 anni)

 

Spero di aver incoraggiato, anche solo per poco, colleghi e alunni demotivati o calpestati o appiattiti ad osare e a credere.

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10 Settembre 2021

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