Rudimenti di metrica

Alcune indicazioni relative alla metrica

(a cura di Antonio Mastrogiacomo)

 

Nel fare i conti con la cultura del greco e del latino, in occasione dello studio dei testi in lingua avrai notato come sia importante conoscere a grandi linee la metrica che ne contraddistingue la lettura, specie se richiesta all’interrogazione.

 

L’unità di misura del verso è il metro, che consiste in una determinata sequenza di sillabe lunghe e brevi regolata dalle norme proprie di ciascun tipo di poesia.
Sarà opportuno fare presente come questa condizione sia stata proposta per convenzione e che dunque la nostra lettura profuma d’antico senza che sia possibile un riscontro.

Come già vi abbiamo rivelato nella scheda dedicata alla musica greca, anche nel caso della lirica siamo lontani da una formula che possa dirsi adeguata a raccontare della complessa modalità di trasmissione orale che ne determinava il carattere lirico.

I piedi nella metrica

Passiamo ora a definire quei piedi che, secondo la denominazione antica, costituiscono le singole figure metriche che costituiscono l’unità base del ritmo:

 

_ _   spondeo

_ ᴗ ᴗ   dattilo

_ ᴗ    trocheo

ᴗ _   giambo

ᴗ ᴗ   pirrichio

ᴗ ᴗ _ _   anapesto

ᴗ ᴗ ᴗ    tribraco

 

Nella metrica ogni piede è riservato ad una particolare composizione poetica

 

Nella nostra scheda dedicata alla lirica greca troverai un rapido sommario e alcune indicazioni relative agli autori più importanti.
Stavolta concentreremo la nostra attenzione a due formule metriche tra le più frequenti quali l’esametro che è tipico dell’epica (e non solo) e il distico elegiaco.

 

 

 

L’esametro è una esapodia dattilica catalettica in disyllabum:

 

‘ ᴗ ᴗ ,   ᴗ ᴗ ,   ᴗ ᴗ ,   ᴗ ᴗ,   ᴗ ᴗ, ᴗ X

_  _ , _  _ ,  _ _  , _ _ , _ _ , _ x

 

Arma virumque cano Troiae qui primus ab oris

 

Se in quinta sede abbiamo un dattilo, l’esametro prende il nome di dattilico; se in quinta sede abbiamo uno spondeo, l’esametro è definito spondaico.

 

Le principali pause ritmiche all’interno dell’esametro sono:

  1. a) la cesura semiquinaria, che ricorre dopo la sillaba che realizza il quinto elemento

Tityre, tu patulae | recubans sub tegmine fagi 

  1. b) la cesura semisettenaria, che ricorre dopo la sillaba che realizza il settimo elemento

monstrum horrendum informe ingens, | cui lumen ademptum

  1. c) la cesura semiternaria, che ricorre dopo la sillaba che realizza il terzo elemento  formosam | resonare doces | Amarillyda silvas
  2. d) la cesura trocaica (o femminile)

Iucundum, mea vita,| mihi proponis amorem 

  1. e) la dieresi bucolica, che cade dopo l’ottavo elemento.

nos patriam fugimus: tu Tityre, | lentus in umbra

 

 

Regole pratiche per determinare i piedi di un esametro nella metrica

 

– gli ultimi due piedi sono _ ᴗ ᴗ , _ ᴖ̣, tranne nel caso, molto raro, di un verso spondaico;

– poiché ogni piede inizia con una lunga,

  1. a) una volta determinato un piede, la sillaba successiva, essendo all’inizio di un nuovo piede, sarà lunga;
  2. b) se trovo all’inizio di un piede la sequenza _ ? ᴗ, la sillaba di quantità ignota sarà ᴗ;

– poiché nel corpo del testo non posso avere trochei,

  1. a) se trovo la sequenza ! ᴗ ? all’inizio del piede, la sillaba di quantità ignota sarà ᴗ ; b) se trovo la sequenza ! ? ! all’inizio del piede, la sillaba di quantità ignota sarà ! ; c) se trovo la sequenza ? ᴗ ? all’inizio del piede, il piede sarà un dattilo, cioè ! ᴗ ᴗ.

 

 

La scansione metrica

 

In una scheda dedicata all’approfondimento dei caratteri musicologici della cultura greca antica, abbiamo preparato il campo ad un altro intervento su un tema affine quale quello della scansione metrica.

Ecco una analisi comparativa che sappia mettere insieme il sistema prosodico del greco antico e quello decisamente più moderno della scena rap. In qualche modo infatti entrambi si formano a partire dalla scansione fonetica del verso.

Anche nel caso del rap, le vocali giocano un ruolo fondamentale nel decidere il particolare andamento del verso: si possono infatti indicare esempi di troncamento della vocale, allungamento della vocale, inserimenti altra sillaba al fine di garantire al verso una certa ritmicità pensata esclusivamente per la pratica performativa. Questa cosa appartiene anche alla tradizione musicale popolare, come le analisi di Roberto De Simone sui canti tradizionali della Campania hanno rilevato con certa evidenza: si prenda il caso della tammurriata, dove la declamazione del testo risponde a norme di carattere esecutivo, non solo testuali.

 

 

Carattere convenzionale di ogni lettura

 

Infatti dobbiamo ricordare ancora una volta della grandissima differenza che intercorre tra la tradizione testuale e quella performativa, tale da ridurre progressivamente l’attenzione al dato lessicale, meno a quello esecutivo del verso. Il caso della musica popolare, a partire poi dalla particolarissima impostazione della voce, rivela questa urgenza in modo evidente. Sarebbe giusto dunque ricordare il carattere convenzionale di ogni lettura metrica, lontana come è dal suo contesto originario se pensiamo che l’unico momento di recitazione pubblica può essere l’interrogazione a scuola, l’esame di greco per i futuri docenti all’università.

Senza complicarci troppo le cose, vogliamo semplicemente accostare questi due diversi modi di pensare la musica in rapporto alla lingua a partire dal testo: se la lirica greca e latina ci pone di fronte a un repertorio collaudato di selezioni metriche, la scena rap gode di più libertà nella creazione formale del segmento vocale, giocando proprio con la creazione del beat da incastrare nel verso. Quanto alla metrica antica invece, il livello improvvisativo era assicurato dalla grande capacità dei rapsodi di farsi carico del formulario epico giusto per riempire in verso in occasione di una recitazione pubblica. Come gli studi di Murko e Parry hanno dimostrato, il ricorso ad una teoria dell’oralità giustifica la storia di poemi con l’Iliade e l’Odissea, prima della decisiva versione testuale proposta in occasione della tirannide di Pisistrato.

Come siamo abituati a realizzare lo schema metrico in virtù di una possibile declamazione dei versi considerati, così possiamo appellarsi ad indicazioni relative alla ritmicità del verso lirico nella musica rap, indicando come lunga la vocale dove cade l’accento ritmico, breve quella altrimenti non interessata. Ci rendiamo così conto della filiazione del rap a schemi già cari alla lirica di qualsiasi lingua come predisposti tanto negli ottonari quanto negli endecasillabi, senza dimenticare tutti quegli emistichi e cesure che ricorrono variamente, e perché no, anche gli enjambements.

In questa scheda abbiamo dunque voluto proporti un modello comparativo in grado di rileggere il presente alla luce di una ricercata continuità nel passato, tanto nei metodi quanto nelle forme. Certo, musicologicamente la strada da percorrere sarebbe ancora tanta, considerato il grandiente degli studi cantometrici. Ti suggeriamo semmai di realizzare uno schema metrico della tua canzone rap preferita, lavorando sul suo testo ed indicando con l’accento tutte quelle vocali che godono dell’attenzione del rapper così da derivarne in seguito una analisi formale. Siamo davvero molto curiosi!!!

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6 Aprile 2020

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