Rudimenti di metrica

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Alcune indicazioni relative alla metrica

 

Nel fare i conti con la cultura del greco e del latino, in occasione dello studio dei testi in lingua avrai notato come sia importante conoscere a grandi linee la metrica che ne contraddistingue la lettura, specie se richiesta all’interrogazione.

 

L’unità di misura del verso è il metro, che consiste in una determinata sequenza di sillabe lunghe e brevi regolata dalle norme proprie di ciascun tipo di poesia. Sarà opportuno fare presente come questa condizione sia stata proposta per convenzione e che dunque la nostra lettura profuma d’antico senza che sia possibile un riscontro.

Come già vi abbiamo rivelato nella scheda dedicata alla musica greca, anche nel caso della lirica siamo lontani da una formula che possa dirsi adeguata a raccontare della complessa modalità di trasmissione orale che ne determinava il carattere lirico.

 

 

Passiamo ora a definire quei piedi che, secondo la denominazione antica, costituiscono le singole figure metriche che costituiscono l’unità base del ritmo:

 

_ _   spondeo

_ ᴗ ᴗ   dattilo

_ ᴗ    trocheo

ᴗ _   giambo

ᴗ ᴗ   pirrichio

ᴗ ᴗ _ _   anapesto

ᴗ ᴗ ᴗ    tribraco

 

Nella metrica ogni piede è riservato ad una particolare composizione poetica

 

Nella nostra scheda dedicata alla lirica greca troverai un rapido sommario e alcune indicazioni relative agli autori più importanti.
Stavolta concentreremo la nostra attenzione a due formule metriche tra le più frequenti quali l’esametro che è tipico dell’epica (e non solo) e il distico elegiaco.

 

 

 

L’esametro è una esapodia dattilica catalettica in disyllabum:

 

‘ ᴗ ᴗ ,   ᴗ ᴗ ,   ᴗ ᴗ ,   ᴗ ᴗ,   ᴗ ᴗ, ᴗ X

_  _ , _  _ ,  _ _  , _ _ , _ _ , _ x

 

Arma virumque cano Troiae qui primus ab oris

 

Se in quinta sede abbiamo un dattilo, l’esametro prende il nome di dattilico; se in quinta sede abbiamo uno spondeo, l’esametro è definito spondaico.

 

Le principali pause ritmiche all’interno dell’esametro sono:

  1. a) la cesura semiquinaria, che ricorre dopo la sillaba che realizza il quinto elemento

Tityre, tu patulae | recubans sub tegmine fagi 

  1. b) la cesura semisettenaria, che ricorre dopo la sillaba che realizza il settimo elemento

monstrum horrendum informe ingens, | cui lumen ademptum

  1. c) la cesura semiternaria, che ricorre dopo la sillaba che realizza il terzo elemento  formosam | resonare doces | Amarillyda silvas
  2. d) la cesura trocaica (o femminile)

Iucundum, mea vita,| mihi proponis amorem 

  1. e) la dieresi bucolica, che cade dopo l’ottavo elemento.

nos patriam fugimus: tu Tityre, | lentus in umbra

 

 

Regole pratiche per determinare rapidamente i piedi di un esametro nella metrica

 

– gli ultimi due piedi sono _ ᴗ ᴗ , _ ᴖ̣, tranne nel caso, molto raro, di un verso spondaico;

– poiché ogni piede inizia con una lunga,

  1. a) una volta determinato un piede, la sillaba successiva, essendo all’inizio di un nuovo piede, sarà lunga;
  2. b) se trovo all’inizio di un piede la sequenza _ ? ᴗ, la sillaba di quantità ignota sarà ᴗ;

– poiché nel corpo del testo non posso avere trochei,

  1. a) se trovo la sequenza ! ᴗ ? all’inizio del piede, la sillaba di quantità ignota sarà ᴗ ; b) se trovo la sequenza ! ? ! all’inizio del piede, la sillaba di quantità ignota sarà ! ; c) se trovo la sequenza ? ᴗ ? all’inizio del piede, il piede sarà un dattilo, cioè ! ᴗ ᴗ.

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20 Maggio 2019

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