Prima di affrontare le tre declinazioni in greco, nello studio della lingua greca abbiamo già tracciato dei riferimenti alla nostra lingua, nonché al latino che della nostra lingua è l’assoluto anticipatore.
Eppure il riferimento al greco ci permette di conoscere ancor meglio la stessa nostra lingua, ancor più precisamente come funzionano le lingue. Insomma, lo studio della lingua greca si rivela più nel suo metodo da distendere attraverso una sua diretta conoscenza.
Stiamo entrando nel modo complicato e affascinante della morfologia, cioè della forma delle parole, e per questo motivo sentiamo urgente usare un metodo comparativo, alla ricerca delle possibili somiglianze tra parole diverse. Preliminarmente ti suggeriamo di accordare questa scheda, specie per la 1 e la 2 declinazione, al nostro approfondimento sull’articolo, vero e proprio motivo di differenza importante con la lingua latina.
La stessa declinazione dell’articolo si pone quasi a modello della flessione dei nomi maschili, femminili e neutri che è possibile far risalire alla prima e alla seconda declinazione.
La prima declinazione e la seconda declinazione sono declinazioni definite tematiche, caratterizzate dunque dalla presenza ricorrente di una vocale che entra a far parte del tema, cui si aggiungono le desinenze.
La 1 declinazione porta come vocale tematica la -α-, comprende nomi generalmente femminili, pochi maschili. Al singolare presenta due varianti, tra alfa lungo puro e impuro, poi diventato η.
La seconda declinazione, cui sono riferiti generalmente nomi maschili e neutri, comprende anche nomi femminili dalla declinazione identica a quella dei maschili. Ovviamente, il principio della concordanza lega l’articolo alla declinazione, quindi possiamo trovare articolo femminile con nome femminile di seconda declinazione! Fai attenzione a questo caso, anzi esercitati consapevolmente a mettere insieme cose diverse.
Attenzione: i nomi maschili della 1 declinazione possono presentare alcune particolarità:
Evitiamo di riportarti tutte le terminazioni, ben consapevoli che puoi approfondire sul tuo libro di grammatica greca.
La terza declinazione si presenta come una flessione atematica, dunque le desinenze sono legate direttamente al tema.
Come tale si presenta con molte varianti e per questo motivo ti chiediamo di studiarla con la massima attenzione.
Generalmente, il tema può finire in consonante muta, sia essa dentale, gutturale, labiale.
Può uscire decisamente in nasale, in liquida e in altri gruppi consonantici -ντ-. La situazione si complica con i temi in sibilante e semiconsonante.
Rimandandoti pur sempre a un buona grammatica greca per lo studio delle diverse desinenze, in questa scheda ti suggeriamo un rapido metodo per individuare la radice, così da non avere incertezze al momento della ricerca del lemma sul vocabolario.
In modo similare si procede anche nello studio della lingua latina.
La cosa importante è verificare sul vocabolario la bontà del proprio ragionamento e non affidarsi al vocabolario, alla ricerca della parola che sembra fare al caso nostro.
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