Il pater familias e il suo potere

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Lessico della famiglia dal pater familias a ….

 

 

Homo, hominis = uomo

Vir, viri = uomo, eroe, marito

Maritus, i = marito

Mas, maris = maschio

Femina, ae = femmina, donna

Mulier, eris = donna

Uxor, oris = moglie

Coniunx, coniugis = coniuge

Parens, entis = genitore

Liberi, orum = figli (m. e f.)

Filius, i = figlio

Filia, ae = figlia

Frater, fratris = fratello

Soror, sororis = sorella

Avus, i = nonno

 

 

Socer, eri = suocero

Socrus, us = suocera

Gener, eri = genero

Nurus, us = nuora

Famialia, ae/as = gamiglia

Familiaris, is = amico di casa, amico intimo

Cognati, orum = congiunti

Propinqui, orum = parenti di sangue

Adfines, ium = parenti d’acquisto

Avia, ae = nonna

Patruus, i = zio paterno

Amita, ae = zia paterna

Avunculus, i = zio materno

Matertera, ae = zia materna

Nepos, otis = nipote (figlio di figlia/o)

Neptis, is = nipote (figlia di figlia/o)

 

 

Dopo aver presentato sommariamente il lessico famigliare (a tal proposito, conosci il libro Lessico famigliare di Natalia Ginzburg?), in questa scheda intendiamo fornire dei rudimenti di civiltà romana relativi all’ambito familiare, laddove crediamo sia necessario un accesso antropologico alla disciplina, l’unico in grado di garantire quella continuità culturale sommariamente riferibile all’umanesimo, che celebra alcune istituzioni culturali, quali ad esempio il matrimonio.

 

Il potere del pater familias

 

La famiglia della Roma arcaica era un nucleo a rigida struttura patriarcale, in cui il pater familias esercitava su tutti i componenti una autorità illimitata. Un modello che possiamo riferire ancora attivo fino al secondo dopo guerra, soprattutto nell’italia meridionale, costretta lentamente a ripensarsi in funzione delle nuove leggi del mercato. Era riconosciuto al pater familias il diritto di vita e di more sopra moglie, figlie e quanti, all’interno del clan, fosse sottoposti alla sua patria potestà. E questo potere del padre si riferiva anche alla possibilità di esporre il figlio appena nato qualora non rientrasse nelle sue grazie fin da subito.

Insomma, una primitiva legislazione consegnava le donne a uno stato di netta inferiorità giuridica a partire dall’in-esercizio della patria potestà. Eppure la donna, in qualità di matrona, assolveva decisive funzioni educative nei confronti dei figlioletti del clan domestico, sebbene esclusa dalla vita politica (secondo una prassi interrotta – nel caso italiano – solo il 2 giugno 1946, data del referendum istituzionale del 1946). Si sommavano agli oneri domestici, anche la custodia dei valori e norme tradizionali, come ancora oggi nel caso del ricettario di famiglia.

Molte furono le donne in grado di distinguersi, campioni di coraggio e virtù non meno che gli uomini. E nel tempo i rapporti si modificarono al punto che alla donna fu dovuto lo stesso rispetto che al padre da parte dei figli, fino al diritto ereditario in caso di assenza del coniuge. Il ruolo del pater familias fu ulteriormente svuotato dando agli stessi figli di gestire i beni di famiglia.
Da un lato l’emancipazione femminile portò ad una maggiore partecipazione della donna alla vita pubblica, dall’altro si indebolirono i legami familiari: si moltiplicarono i casi di divorzio, si abbassò di molto il tasso di natalità.

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17 Luglio 2019

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