La lettura dei classici

La lettura dei classici

(a cura di Antonio Mastrogiacomo)

 

Mentre la produzione culturale deve fare continuamente i conti con la novità da mettere in scaffale, la lettura dei classici non teme classifiche, sfida il tempo, raggiunge i lettori di tante epoche diverse interrogandoli alla stessa maniera attraverso la stessa opera.

 

 

Cos’è il classico

 

Fortunatamente, il classico non è soltanto un liceo, fortunatamente non solo al liceo classico si insegna la lettura dei classici: magari il liceo classico può rivendicare radici più spesse riferendosi al sapere antico di greci e romani, magari lo studio in lingua dei testi classici quali le tragedie e le commedie ancora oggi studiate a scuola e un tempo in scena a teatro, può aiutare nel configurare un modello plausibile per la lettura dei classici, ma la storia della letteratura funziona più o meno come pubblico decreto del classico a suggerire i valori estetici e morali di un’epoca, sfuggendo quindi a assegnazioni proposte su soli criteri cronologici, preferendo semmai la potenza dei contenuti. Molti autori diversi hanno provato, in sintesi, a fornire un’idea di classico, quasi tutti si sono riconosciuti nell’indicare nel classico un modello di cultura sostenibile, un riferimento ineludibile per prendere atto della propria natura.

 

 

Perché leggere i classici

 

La lettura del classico stimola la nostra memoria comune in quanto individui, riesce a farci apprezzare la natura e la sua matrigna teleologia, interroga il presente pur essendo frutto di un passato a noi lontano. I classici si rinnovano nel tempo, offrendosi nuovamente a continue attraversate in grado di dare risposte sempre nuove a problemi così vecchi. La forza del classico sta poi nella sua trasmissione costante che ci rende testimoni della memoria culturale, una traccia sottile eppure presente nella storia dell’umanità come la riscoperta degli stessi classici sembra aver assicurato in odore di Umanesimo e Rinascimento.

 

 

Come si leggono i classici?

 

Possibilmente il classico va letto senza fretta, magari regalandosi non solo il libro, proprio la sua lettura al riparo da possibili interferenze, ma può fare in compagnia sui mezzi di trasporto non lasciandoci troppo da soli. Una cosa è certa, la lettura dei classici non riposa nella prima volta, ma è prolungata dal piacere della rilettura, come ci capita con alcune musiche, per alcuni quadri: il valore di un classico si riscopre nel tempo. Non dimentichiamoci mai del contesto, ma non ne facciamo l’autore del testo che abbiamo di fronte: apprezziamo del classico l’umanità dello scrittore che lo ha consegnato alla storia.

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7 Aprile 2020

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