Le proposizioni infinitive in latino

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Le proposizioni infinitive in latino

 

Ed eccoci arrivati alle famosissime proposizioni infinitive, la cui definizione si deve alla presenza caratterizzante dell’infinito.
Siamo soliti suddividerle tra proposizioni soggettive e proposizioni oggettive: chiariremo nel corso di questa scheda la differenza!
Ti consigliamo dunque di esercitarti preliminarmente con l’analisi del periodo del passo qui indicato prima di procedere nella lettura della scheda.

Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica. Fu così che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.

 

Le proposizioni infinitive sono frasi il cui predicato è costituito da un verbo all’infinito

Veniamo ora alla grammatica vera e propria, laddove generalmente si definiscono proposizioni infinitive quelle frasi il cui predicato è costituito da un verbo all’infinito.
Sebbene la frase infinitiva possa comparire in varie costruzioni, ci limiteremo ad indicare quelle di diretta filiazione al costrutto presentato in questa scheda.

  • In funzione di complemento diretto di un verbo transitivo: oggettiva.
    Le frasi oggettive sono subordinate che corrispondo al complemento oggetto del verbo della frase reggente.
    Possono presentarsi sia in forma esplicita sia in forma implicita.

Mario dice che ha fame (forma esplicita)

Mario dice di avere fame (forma implicita)

  • Infinito con funzione di soggetto: soggettiva. Le frasi soggettive sono frasi subordinate di tipo argomentale che corrispondono al soggetto del verbo della frase da cui dipendono. Si possono presentare in forma implicita e in forma esplicita.
    Solitamente la reggente è impersonale come in “Si vede che Mario ha fame”.

In italiano le proposizioni infinitive sono espresse con “che”+indicativo o congiuntivo (forma esplicita) e con “di”+infinito (forma implicita)

 

Le proposizioni infinitive in latino presentano il verbo all’infinito e il soggetto (in latino è sempre espresso!) in accusativo. Ecco perché sono dette anche “accusativo con l’infinito”.

 

 

Le proposizioni soggettive sono rette da:

  • Verbi impersonali come oportet, opus est, necesse est, …
  • Locuzioni formate da aggettivi neutri o da sostantivi uniti al verbo sum: facile, difficile… est
  • Forme passive dei verba sentiendi e declarandi usate impersonalmente

 

Le proposizioni oggettive sono rette da:

  • Verba sentiendi, verbi che esprimono sentire, osservare, credere, pensare
  • Verba dicendi o declarandi, cioè verbi che indicano dire, affermare
  • Verba voluntatis, come volo, nolo…
  • Verba affectuum come gaudeo, laetor, glorior

 

 

Consecutio temporum delle prop. infinitive

Non è finita qui: va bene, le infinitive si formano con accusativo e infinito. Ma non basta!
Decisivo individuare il modo e i tempi impiegati nelle proposizioni infinitive laddove:

  • Si usa l’infinito presente per esprimere contemporaneità in riferimento all’azione del verbo reggente;
  • Si usa l’infinito perfetto, per esprimere anteriorità in riferimento all’azione del verbo reggente;
  • Si usa l’infinito futuro, esprimere posteriorità in riferimento all’azione del verbo reggente;

Credo te prudentem esse: Credo che tu sia prudente

Credo te prudentem fuisse: Credo che tu sia stato prudente

Credo te prudentem futurum esse: Credo che tu sarai prudente

 

Ti consigliamo di leggere la nostra scheda dedicata alla consecutio temporum.

 

 

 

Ti chiediamo dunque di indicarci le diverse possibilità temporali ricavabili dal verbo dicere come proposizione reggente e dal verbo legere come proposizione subordinata.

 

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18 Febbraio 2020

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