La crasi in greco

La crasi: spiegazione ed esempi

 

La crasi è un fenomeno fonetico in cui si verifica la fusione di due suoni vocalici. Il termine “crasi” deriva dal vocabolo greco “κρᾶσις“, che significa appunto “mescolanza” (in latino mixtio).
In effetti la crasi viene studiata all’inizio dello studio del greco e spesso non viene dedicato molto tempo a questo argomento.
Bisogna però fare attenzione, perché se troviamo la crasi nelle versioni di greco, se non prestiamo la dovuta attenzione, potremmo cercare sul vocabolario un termine che invece è l’unione di due termini!!!

 

 

La crasi è una contrazione

 

La crasi è un tipo di contrazione che avviene tra una vocale o un dittongo in fine di parola con la vocale iniziale della parola che segue.
La lingua greca si avvale di questa fusione per questioni di pronuncia, ovvero per evitare la successione di due vocali consecutive.

Facciamo un paio di esempi:

καὶ (“e”) οὐ (“non”) diventa   κοὐ

ὁ ἄνθρωπος (“l’uomo””) diventa  ἅνθρωπος

Presta attenzione al secondo esempio. Se non sapessimo del fenomeno della crasi saremmo portati a tradurre ἅνθρωπος come “un uomo”, utilizzando l’articolo indeterminativo. E commetteremmo un errore in quanto per contrazione c’è invece l’articolo determinativo (““).
La traduzione corretta è dunque “l’uomo”.

Ma allora come facciamo a riconoscere che è avvenuta una contrazione tra due parole? Se guardiamo la prima lettera, ovvero la vocale, notiamo che c’è un segno grafico particolare e “distintivo”. Quale segno? Stiamo parlando della coronide che deve rappresentare per noi una sorta di campanello d’allarme. E’ un segno che assomiglia molto allo spirito dolce.

Greco e Latino
Greco e Latino
Attenzione perché la coronide si omette nel caso in cui coincida con lo spirito aspro del pronome relativo e dell’articolo.

 

La crasi può verificarsi quando la prima parola è l’articolo, il pronome relativo, la preposizione πρό impiegata come preverbio, la congiunzione καὶ, i pronomi personali ἐγώ μοί σοι, l’interiezione ,

 

 

E l’accento?

 

1) In generale la parola risultante porta l’accento della seconda parola

2) Se la seconda parola è una proclitica, la parola risultante non avrà accento

3) Se la parola risultante ha la penultima lunga e l’ultima breve, l’accento sarà circonflesso per la legge del trocheo finale.

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3 Aprile 2020

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