Costrutti particolari di verbi greci frequenti

Costrutti particolari di verbi greci frequenti

Il vocabolario offre un modello irrinunciabile di organizzazione dei contenuti soprattutto per i costrutti particolari dei verbi greci frequenti; alla ricerca della parola giusta, questa impostazione grafica è rispecchiata dalla gestione della maxi-scheda che vi proponiamo in questa pagina ipertestuale.

Restiamo dunque sul vocabolario di greco: abbiamo già rilevato delle differenze tra il Rocci e il Gi, eppure vediamo ora cosa hanno in comune. Una sfilza di significati ci attende alla soglia del dubbio: che significa? o meglio, quale significato devo usare?

Fortunatamente, non tutte le parole di cui siamo alla ricerca prospettano compiti così rilevanti: alcune parole funzionano come dei connettori, familiarizziamo attraverso il ricorso nei nostri esercizi – giammai – quotidiani.
Ci riferiamo alle congiunzioni, magari agli avverbi, forse i pronomi (a riconoscerli subito), voilà le interiezioni; già con i nomi, gli aggettivi stiamo parecchio più attenti, ci facciamo delle domande in rapporto al significato perché sì, la disputa intorno a genere, numero e caso è stata risolta (tu chiamale se vuoi: concordanze), dunque dobbiamo riferirci proprio alla traduzione del termine.

Quando arriviamo ai verbi greci siamo già belli cotti e può capitare proprio non abbiamo voglia di duellare col singolo significato.

Solo qualche volta ci lasciamo prendere dalla sfida, sappiamo che tutto diventa più semplice quando fila da solo e non lo mettiamo alle strette: ritornando all’esempio del puzzle, i pezzi stanno insieme per incastro e definizione dell’immagine come nella traduzione si affiancano per costruzione e concordanza.

 

Ebbene, adesso è il caso di approfondire alcuni costrutti particolari di verbi greci molto frequenti così da aver a portata di mano un prontuario ipertestuale molto utile.

 

 

ἀνάγκη ἐστίν, δεῖ, χρή: tre verbi necessari per capire le infinitive

 

Questo contenuto si riferisce direttamente ad un ambito linguistico con parecchie affinità di carattere tra greco e latino.

Chiariamo subito di cosa stiamo parlando:

 

– ἀνάγκη ἐστίν corrisponde al latino necesse est (è necessario per natura)

 

– δεῖ corrisponde al latino oportet (è opportuno, è conveniente);

mprf. ἔδει, ion. ἔδεε, fut. δεήσει, aor. ἐδέησε, Congiunt. δέῃ, Ott. δέοι, Inf. δεῖν, Partic. δέον

1 [+ infinito; assoluto] (impersonale) è necessario, è uopo, bisogna, si deve, conviene

2 (participio δέον, δεῆσαν; come accusativo assoluto) essendo o essendo stato necessario

 

– χρή corrisponde al latino opus est (è doveroso, dal punto di vista morale); si costruisce con l’infinito, con l’accusativo e l’Infinito (anche questo sottinteso), e con l’accusativo di personale e genitivo di cosa.

 

Stabilito l’ambito delle corrispondenze è opportuno (non ce ne vogliate per la ridondanza) fare un passaggio alla lingua italiana prima di tornare al riferimento lessicale proposto di seguito. Definiamo per bene le soggettive, proprio in virtù della differenza con la lingua greca e latina al tempo stesso, dove compaiono all’indice alla voce infinitive (più o meno).

Le proposizioni soggettive sono proposizioni argomentali (proprio come le proposizioni oggettive), cioè espandono uno degli argomenti della frase principale: le soggettive in particolare svolgono la funzione di soggetto della reggente come in questo caso:

– è necessario (reggente) studiare le lingue (proposizione soggettiva-soggetto di “è necessario”).

A partire da questa frase notiamo come possano essere introdotte anche da espressioni impersonali costruite dal verbo essere unito a un aggettivo, proprio come per il caso di ἀνάγκη ἐστίν.

Ma non finisce qui, perché le proposizioni soggettive possono dipendere anche da verbi impersonali proprio come δεῖ e χρή.

Giusto per completare il quadro possono essere introdotte anche da verbi usati impersonalmente (cose tipo: “si dice”, laddove l’uso impersonale dissimula una generalizzazione).

 

Stabiliti questi presupposti, possiamo rivolgerci direttamente agli esempi:

 

ἀνάγκη δαιμόνον: ineluttabilità del fato

πολλὴ (μεγάλη, πᾶσα) ἀνάγκη ἐστίν: è di assoluta necessità

δεῖ τινα ποιῆσαι: occorre che uno faccia

οὐ χρὴ λέοντος σκύμνον ἑν πόλει τρέφειν: non bisogna allevare un cucciolo di leone in città

 

 

αρχω / υπαρχω

Proseguendo nelle nostre schede lessicali dedicate ad alcuni verbi greci che sono soliti ricorrere frequentemente nelle versioni di greco (e naturalmente nelle frasi di greco!), nella scheda di oggi ci confronteremo con il verbo greco αρχω (e υπαρχω).

 

άρχω + dativo: essere il primo; precedere; guidare. In attivo all’attivo può singificare essere arconte

 

άρχω + genitivo: comandare, regnare su, cominciare

άρχειν ανδρῶν καλῶν καί αγαθῶν: comandare a uomini eccellenti

άρχειν μάχης: cominciare la battaglia, attaccare la battaglia

άρχομαι + υπό col genitivo

άρχεσθαι υπό τινος: essere soggetto a qualcuno

 

άρχω + accusativo dell’oggetto interno

άρχειν αρχάς: esercitare il potere

 

άρχω + infinito

άρχω αγορεύειν: prendere la parola

 

άρχω + participio predicativo

ῆρχον χαλεπαίνων: offendevo per primo

 

 

υπάρχω + genitivo: cominciare, fare per primo, essere

φύσεως αγαθῆς υπάρχεσται: cominciare da una buona natura

τῆς αδικίας υπάρχεσθαι: offendere per primo

 

υπάρχω + participio predicativo (vedi τυγχάνω)

ου γάρ εχθρός υπρχεν ών: per caso non era nemico

 

 

υπάρχω + dativo: appartenere, essere favorevole; esserci, essere pronto, essere a disposizione.

δῆλος εστι χαθ’υμῶν υπάρξων εκείνῳ: è certo che starà per lui contro di voi

τούτου υπάρχοντος: stando così questa cosa

 

υπάρχω + dativo: essere certo, concesso, possibile

υπάρχει σε μή γνῶμαί τινα: è certo che nessuno ti conosce

υπαρρχον ακοῦσαι: potendo ascoltare

 

υπάρχω + dativo: comandare

υπάρχεσθαι χωρίῳ: comandare nella regione

 

Il verbo γίγνομαι

 

Nel tradurre il greco antico ci troviamo di fronte al ricorrere sovente di alcuni vocaboli su altri. Eppure, per quante volte ricorrano, difficilmente riusciamo a memorizzarli e per questo motivo facciamo ricorso al vocabolario anche quando potremmo farne a meno.

Il verbo cui questa scheda è dedicata è proprio uno di questi, il verbo γίγνομαι. Per questo motivo abbiamo deciso di indicarti velocemente i valori lessicali che lo stesso può assumere, a seconda del contesto nel quale è chiamato a svolgere una funzione verbale.

 

Per estrema semplicità e chiarezza distinguiamo tre diversi significati, pur inscritti nell’essenziale etimo del verbo (cui corrisponde il latino gigno) nel significato di “generare”.

 

  • γίγνομαι può significare nascere quando regge il genitivo, con o senza από ed εκ

 

γίγνεται έκ τινος, από τινος, τινός

nascere da qualcuno

 

Espressioni particolari del verbo

γεγονέναι καλῶς, εῦ, κάλλιον, κακῶς: essere di nascita nobile, illustre, più illustre, ignobile;

ετή τρία καί δέκα γεγονῶς = di tredici anni (nato da tredici anni)

 

 

  • γίγνομαι può significare “essere“, arrivando a sostituire il verbo ειμί, è il caso più vicino alla sua attrazione copulativa. In qualche modo ricaviamo da questa funzione di γίγνομαι quel riferimento a verbi come “venire” che si presentano anche nella lingua italiana quando scriviamo viene educato.

Inoltre lo impieghiamo volontariamente per indicare avvenimenti naturali: “venire”, “passare”

γίγνεται χειμών: viene l’inverno

χρόνου γενομένου: passato il tempo

  1. Quando si tratta di avvenimenti umani: essere, accadere

γίγνεται ευρεῖν: accade di trovare

γίγνεται μάκη: accade una battaglia

τά Ολύμπια γίγνεται:  si celebrano le feste di Olimpia

 

2.Quando si vuole indicare risultato o effetto: risultare, ricavare, costare.

το γιγνόμενον: ciò che avviene

τό γενόμενον: l’accaduto

τα γεγονότα: Il passato

 

  • γίγνομαι può significare infine “diventare

γίγνεσθαι τῆς βουλῆς; diventare membro del consiglio

γίγνεσθαι αυτοῦ: diventare padrone di sé

 

Espressioni particolari del verbo

γίγνεσθαι από τινος: allontanarsi da qualcuno

γίγνεσται μετά τινοισ, σύν τινι: stare con qualcuno, dalla parte di

γίγνεσθαι εν πολέμῷ: stare in guera

γίγνεσθαι εν καιρῷ: essere opportuno

 

Ti lasciamo in conclusione con il paradigma del verbo γίγνομαι, potrebbe essere utile ripeterlo.

Ti invitiamo inoltre a consultare la nostra guida rapida ai paradigmi dei verbi greci che rappresenta un valido sostegno alla didattica della lingua greca.

 

 

Presente Tema verbale Futuro Aoristo Perfetto
γίγνομαι

essere, nascere, diventare

γεν(η)-/ γον-/ γν- γενήσομαι

γενηθήσομαι

εγενόμην

εγενήθην

γέγονα

γεγένημαι

 

 

 

 

I verbi greci δέω e δέομαι

 

Se cercate il verbo mancare sul dizionario vi renderete immediatamente conto di trovarvi di fronte ad una voce da prendere con le pinze, da stare attenti insomma, per il suo presentarsi parimenti transitivo e intransitivo.

Decisivo sarà il contesto fraseologico nel quale possiamo inserire questa voce verbale coniugata in rapporto alle altre tessere della nostra frase/puzzle.

Ebbene, frasi come “manca il pane!” – state attenti ad una frase del genere, con pane a fare da soggetto – e non complemento oggetto!

Una frase come: ha mancato l’obiettivo soddisfa il requisito della transitività, sebbene alcuni guardino a questa costruzione (un po’ alla francese) con alcune riserve: sarebbe relativamente errato farlo transitivo, col significato di ‘sbagliare’, ‘fallire’, ‘perdere’, ‘non cogliere’, ‘non riuscire’ e simili.

Al solito partiamo dall’italiano per arrivare poi al caso specifico dei verbi δέω e δέομαι.

 

  1. δέω con significato di legare

 

A partire dal tema originario -δη- il verbo δέω significa legare (transitivo e intransitivo) ma anche avvincere e incatenare

 

ἔδησε (με) καλεύθου

impedì me nel cammino

 

al medio δέομαι significa legarsi, allacciarsi

 

δησάμενοι ὅπλα ἁνὰ νῆα

avendo legato attrezzi alla nave

 

 

  1. δέω con significati come mancare di, …

 

A partire dal tema originario -δεϜ- di seguito sono indicate diverse casistiche:

 

– all’attivo δέω + genitivo = mancare di, aver bisogno

ἐμοῦ ἔδησεν

sentì la mia mancanza

 

– (μικροῦ) πολλοῦ δέω + infinito = sono (poco) molto lontano dal

μικροῦ ἔδεον εἶναι

poco lontani dall’essere

 

– al medio δέομαι + genitivo della cosa: aver bisogno di

οἱ δεόμενοι

gli indigenti

 

– δέομαι + accusativo della cosa e genitivo della persona: domandare, chiedere

τοῦτο δέομαι ὑμῖν

questo vi chiedo

 

– δέομαι + genitivo della persona e accusativo della cosa: pregare

 

 

Riportiamo inoltre alcune voci verbali dello stesso verbo di seguito:

Greco e Latino
Greco e Latino
P.S. Hai già consultato la nostra guida ai verbi greci?

 

 

δεηθέντων: pass. aor. ptc. gen. pl. masc.

δεήθητε: 2pl. pass. aor. imptv.

δεήθητι: 2sing. pass. aor. imptv.

δέομαι, δέομαί: 1sing. med. pres. ind.

δεόμεθα: 1pl. med. pres. ind.

δεόμενοι: med. pres. ptc. nom. pl. masc.

δεόμενος: med. pres. ptc. nom. sing. masc.

δέον: att. pres. ptc. nom. sing. neut.

δέοντα: att. pres. ptc. acc. pl. neut.

ἐδεήθη: 3sing. pass. aor. ind.

ἐδεήθην: 1sing. pass. aor. ind.

ἐδεῖτο: 3sing. med. impf. ind.

 

 

Il verbo ἡγέομαι

 

A differenza di altre schede dedicate ai verbi greci, per ἡγέομαι preferiamo dare immediato risalto alla voce così come apparrebbe su uno di quei dizionarietti che siete soliti consultare al posto del più autorevole vocabolario di greco – specie ai primi tempi.

 

ἡγέομαι

[fut. ήσομαι, aor. ησάμην, prf. ἥγημαι]

verbo

 

1 andare innanzi, condurre, guidare, essere guida

2 [+ dativo; + genitivo; + accusativo] essere condottiero, comandare, capitanare, reggere, presiedere

3 avere l’egemonia fra gli Stati greci

4 (come il latino duco) stimare, pensare, credere, giudicare

5 [+ doppio accusativo] reputare o tenere uno per… in conto di…

 

 

Vi consigliamo di familiarizzare subito tanto con la voce verbale quanto col dizionario ed evitare complicazioni postume.
Tale verbo, infatti, si rifà alla radice indoeuropeo sag- (evidente la parentela con il latino sagio, da cui sagax, praesagium…).

Con questa scheda lessicale proviamo dunque a darvi conto dei diversi significati di questo verbo provando a mediare le difficoltà definite dal contesto cui ogni volta diversamente farete riferimento.

 

Significato fondamentale

 

Il verbo ἡγέομαι significa in primo luogo precedere, guidare, essere guida.

Spesso gli fanno compagnia altre parole, solitamente in caso accusativo e dativo:

– ἡγέομαι + accusativo di luogo (con o senza ἐς, εἰς, ἐπί) o di cosa;

ἡγήσατο ἐς τεῖχος

procedette verso il muro

– ἡγέομαι + dativo di persona;

ἡγέομαι τὰς πομπάς

guido i cortei

 

In ambito militare

Come termine militare il verbo ἡγέομαι significa comandare, guidare, reggere, governare e può reggere:

– sia il genitivo

ἡγεῖσθαι τοῦ Ἑλλεήνων στρατοῦ

comandare l’esercito greco

– che il dativo

ἡγεῖσθαι τῇ πολει

dovernare la città

 

Col significato di “credere”

Il verbo ἡγέομαι assume poi il significato di credere, pensare, stimare, giudicare, reputare, assolvendo una funzione che in latino è svolta dal verbo duco.

ἡγέομαί τινα Βασιλέα

reputo qualcuno re

 

Di seguito riportiamo alcune voci verbali dello stesso ἡγέομαι

ἡγεῖσθαι: med. pres. inf.

ἡγεῖσθε: 2pl. med. pres. imptv.

ἡγείσθωσαν: 3pl. med. pres. imptv.

ἥγημαι: 1sing. med. pf. ind.

ἡγησάμενος: med. aor. ptc. nom. sing. masc.

ἡγησάμην: 1sing. med. aor. ind.

ἡγήσασθε: 2pl. med. aor. imptv.

ἡγήσατο: 3sing. med. aor. ind.

ἡγοῦμαι: 1sing. med. pres. ind.

ἡγούμενοι: med. pres. ptc. nom. pl. masc.

ἡγουμένοις: med. pres. ptc. dat. pl. masc.

ἡγούμενον: med. pres. ptc. acc. sing. masc.

ἡγούμενος: med. pres. ptc. nom. sing. masc.

ἡγουμένους: med. pres. ptc. acc. pl. masc.

ἡγουμένων: med. pres. ptc. gen. pl. masc.

ἡγοῦνται: 3pl. med. pres. ind.

 

 

Il verbo μέλλω

 

Veniamo ora a un verbo che ha davvero parecchie sfaccettature in greco, al punto che in italiano ne usiamo di diversi e in greco invece dobbiamo stare attenti proprio al significato di μέλλω.

Stavolta non occorre fare troppe premesse in campo grammaticale perché ci rivolgiamo direttamente all’uso di questo verbo, davvero vicino per senso ad alcune formule che ritroviamo in altre lingue straniere (come il francese, l’inglese: hai capito a questi di grecoelatino).

 

1.

 

Di suo, sembrerebbe inoffensivo significando appunto indugiare, esitare, differire:

μέλλω ἐν τῇ πόλει: indugio nella città

μέλλω μὴ οὐ: differisco a

μέλλω τί μέλλεις: perché indugi?

 

 

μέλλω + infinito può corrispondere alla perifrastica attiva in latino. Una formula che ritroviamo pari pari nel futuro intenzionale in inglese, quello del be going to per intenderci, e nel presente progressivo (présent progressif) in francese (azioni che si stanno compiendo nel momento in cui si parla e si costruisce con être en train de + infinito).

μέλλομεν γράφειν = scripturi sumus = we are going to write = nous sommes en train de ecrire

 

3.

 

μέλλω + infinito può significare anche avere in animo, pensare, volere

 

 

μέλλω + infinito può significare pure è stabilito che, sono in circostanze da, posso, devo

 

  1. Espressioni particolari

 

 

τὸ μέλλον: il futuro

τὰ μέλλοντα: le cose future

τὸ μέλλει ἀγαθά: l’aspettativa di cose buone

ὁ μέλλων χρόνος: il tempo futuro

ἔμελλεν: era destino

 

 

 

Il verbo ποιέω

 

Ecco i costrutti più frequenti relativi alla forma media del verbo ποιέω. Non dimenticare di imparare a memoria i verbi greci più comuni!

 

 

περί πλείονος ποιεῖσθαι = stimare di più

περί ολίγου ποιεῖσθαι = stimare poco

περί ελάττονος ποιεῖσθαι = stimare meno

περί πολλοῦ ποιεῖσθαι = stimare molto

περί πλείστου ποιεῖσθαι = stimare moltissimo

περί ουδενός ποιεῖσθαι = stimare nulla

περί παντός ποιεῖσθαι = stimare del tutto

νόμον ποιεῖσθαι = sancire una legge

χρόνον ποιεῖσθαι = aspettare

αρχην ποιεῖσθαι = iniziare

φυγήν ποιεῖσθαι = proporre una fuga

δεινά ποιεῖσθαι = sopportare cose terribili

καταστροφήν ποιεῖσθαι = debellare

λήθην ποιεῖσθαι = dimenticare

εν οργῇ ποιεῖσθαι = sdegnarsi

εν κέρδει ποιεῖσθαι = ascrivere a guadagno

εν μέρει ποιεῖσθαι = tener in conto di qualche cosa

αγωγήν πραγμάτων ποιεῖσθαι = dirigere gli affari

κλέος ποιεῖσθαι = procurarsi gloria

ποιεῖσθαι τινα παῖδα = adottare come figlio

ποιεῖσθαι τινα εκδοπῶν = liberarsi di qualcuno

 

 

 

Il verbo φεύγω

 

Ci occupiamo ora di un verbo particolarmente delicato, uno di quelli che ci mette nelle condizioni ideali per definire lo studio del greco: φεύγω.

E sì, perché già a cercarlo sul nostro vocabolario italiano traspare una duplicità, che lo vede transitivo e intransitivo, subito dopo l’indicazione etimologica [lat. fugĕre (della medesima radice del gr. ϕυγή «fuga», ϕεύγω «fuggire»), con mutamento di coniugazione] ribadisce la radice greca della fuga.

Siamo in trappola: è arrivato il momento di sciogliere le riserve e arrivare direttamente al punto. Si può fuggire (evitare) qualcosa, si può fuggire (allontanarsi) da qualcosa.

Almeno per l’italiano possiamo fermarci qui; in greco le cose possono farsi poco poco più incalzanti, per questo motivo bisogna opportunamente valutare e intervenire.

Offriamo dunque una casistica:

 

1.

 

ϕεύγω + genitivo (preceduto da ἀπό, ἐκ): fuggo, sfuggo, scanso, scampo

 

 

ϕεύγω + accusativo (preceduto da εἰς, ἐπί, πρός): fuggo verso, in, presso

 

 

ϕεύγω + infinito: evitare, schivare

 

 

ϕεύγω + accusativo (τινά, τί: qualcosa, qualcuno): fuggire

 

5.

ϕεύγω -> participio sostantivato: οἱ φεύγοντες -> gli esuli (coloro che fuggono)

φυγὴν φεύγειν: andare in esilio

6.

 

ϕεύγομαι -> passivo

ϕ. ὑπό τινος: sono bandito da qualcuno

ϕ. ὑπὸ τοῦ δεμου: sono bandito dal popolo

 

  1. (fai sempre attenzione al contesto!!!)

 

ϕεύγω -> essere accusato, essere chiamato in giudizio

ὁ φεύγων (participio sostantivato): l’accusato, il reo

 

Verbi derivati:

αποφεύγω: evitare

διαφεύγω: eludere

καταφεύγω: rifugiarsi

ξαναφεύγω: ripartire

ξεφεύγω: scappare

προσφεύγω: appellarsi

υπεκφεύγω: cavillare

 

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16 Febbraio 2021

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